ARCE – Lo spuntone di roccia che terrorizza i residenti

Il momento dell’ultimo incendio del 10 agosto scorso

ARCE – Uno spuntone di roccia che preoccupa sempre più.
Ogni giorno c’è maggiore apprensione per la pericolosità dello stato roccioso delle località Costarelle, Piscio dell’Arca e Santa Maria dello Stincone. Una petizione di circa 50 famiglie è stata inviata l’altro ieri ai sindaci di Arce e Rocca d’Arce e per conoscenza ai carabinieri di Arce. La missiva mira a sollecitare la verifica dello stato franoso che riguarda la montagna di Roccadarce, soprattutto all’indomani degli incendi che, in maniera diffusa, quest’estate, hanno interessato tutti i versanti della collina. Un problema vecchio, già sollevato quasi dieci anni fa e che ancora oggi non trova riscontri ufficiali. Il timore, ovviamente, è manifestato soprattutto dalle famiglie che risiedono nelle zone di via Costarelle, Monsignor Marciano e Borgo Murata, località direttamente esposte al rischio di distaccamento di massi.
«I ripetuti incendi estivi – si legge nella nota – hanno distrutto completamente la vegetazione esistente. Pertanto il manto roccioso e breccioso non avendo più la protezione ed il contenimento delle radici da parte della vegetazione, potrebbe causare smottamenti dei massi verso ilo basso, dove insistono molte case. Per questo si chiede un intervento urgente per valutare lo stato della situazione e prevenire eventuali gravi incidenti».
Che lo stato franoso non si sia fermato è evidente. Basta farsi una passeggiata lungo la strada che dal largario della Madonnina porta al comune rocchigiano per incontrare sulla carreggiata numerosi piccoli sassi. Le stesse reti di protezione, in alcuni punti, raccolgono i massi più grandi evitando, fintanto che reggono, i pericoli più rilevanti. Ma la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro con le abbondanti piogge dell’autunno. Una minaccia a se, poi, è rappresentata dallo spuntone denominato Piscio dell’Arca. Un’enorme protuberanza rocciosa che, almeno all’apparenza di un occhio inesperto, sembra in procinto di distaccarsi. L’enorme masso minaccia direttamente molte case di Borgo Murata. Sono almeno cinquant’anni che i cittadini della popolosa contrada chiedono uno studio ad hoc ma una ricerca scientifica in tal senso costerebbe troppo e le risorse non ci sono.

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