ARCE – Quelle antiche rotaie trasformate in pezzi da museo

ARCE – L’antica ferrovia Roccasecca-Avezzano diventa un museo paesaggistico. Si inaugura quest’oggi, alle ore 18 al palazzo municipale di Arce, il Museo della Ferrovia della Valle del Liri.
Un’opera straordinaria ed unica nel suo genere che ha l’intento di valorizzare i territori attraversati dai binari dell’antica linea.
La struttura museale è stata realizzata dall’associazione Apassiferrati e dal suo presidente Paolo Silvi, ingegnere- ferromodellista, che ormai da anni si spende per realizzare il sogno di una promozione turistica, culturale e sociale che viaggi – è proprio il caso di dire – attraverso la linea ferrata. Negli anni scorsi, in collaborazione con l’associazione “Salviamo la Ferrovia Avezzano Roccasecca” (comitato che di fatto ha scongiurato la chiusura della linea), sono stati promossi alcuni treni storici a vapore con itinerari turistici ed enogastronomici che hanno toccato i paesi di Arce, Arpino, Roccasecca, Fontana Liri, Isola del Liri, Sora e altri. L’apertura del museo rappresenta un ulteriore tassello verso quei migliaia di chilometri di ferrovie italiane poco utilizzate o addirittura dismesse che se adeguatamente risistemate e gestite potrebbero essere formidabili volani per un turismo lento e sostenibile. Nel nuovo museo di Arce si potrà toccare con mano la bellezza di questi paesaggi della Valle del Liri attraverso cinque grandi plastici che riproducono tra gli scorsi più belli della sua ferrovia.
«È un primo, fondamentale passo – ci ha detto il presidente Paolo Silvi – per promuovere la valorizzazione e la diffusione della conoscenza storica, sociale, economica legate al territorio di Arce, alla ferrovia Roccasecca-Arce-Avezzano e alla Valle del Liri. Un passo che è stato possibile realizzare grazie anche al sostegno degli enti locali, primo tra tutti il Comune di Arce che ha messo a disposizione i locali».
Sono molti infatti gli enti che hanno patrocinato l’iniziativa. L’ultimo in ordine di arrivo è stata l’adesione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, poi l’Università di Cassino (con cui l’associazione ha firmato un protocollo di collaborazione), la Regione Lazio, i Comuni di Arpino, Fontana Liri, Colfelice ed infine il patrocinio del Touring Club Italiano che ha diffuso tramite i propri canali informativi l’iniziativa di oggi.
Il museo ha sede in uno spazio di oltre 150 metri quadri al piano terra del municipio. Il moderno allestimento, firmato dallo studio associato Ceccaccio-Corallo di Roma, è articolato alternando pannelli informativi con vetrine arricchite da modelli di treni dalle grandi scale 0 alla piccola N. Ma anche da un patrimonio di cimeli messi a disposizione spontaneamente da chi, tra gli abitanti del territorio, ha trascorso una vita di lavoro proprio su quei treni. L’elemento fondamentale dell’esposizione del nuovo museo è un grande plastico (15 metri quadrati) in scala HO che riproduce la stazione e lo scalo ferroviario di Arce, completo di simulatore di guida.
Nel plastico, controllati da un computer, circolano quattro diversi treni, rappresentativi di altrettanti momenti storici della linea ferroviaria. Lo affiancano quattro plastici di dimensioni minori che propongono approfondimenti sulle caratteristiche tecniche di alcuni punti notevoli della linea Roccasecca-Avezzano come Roccasecca, Arpino, Fontana Liri e la celebre galleria elicoidale di Capistrello, tra i più importanti manufatti dell’ingegneria ferroviaria del primo Novecento. Tutti i plastici sono autocostruiti a partire da immagini satellitari del territorio e sono stati realizzati ad hoc da artigiani del settore con un impegno lavorativo di oltre un anno. Inoltre è stato realizzato uno spazio dedicato alla proiezione integrale di filmati originali degli anni sessanta con riprese di treni a vapore proprio sulla linea Avezzano-Roccasecca realizzati e messi a disposizione dallo storico delle ferrovie Renato Cesa De Marchi.
«Peraltro l’interesse storico di questa linea – spiega ancora Paolo Silvi – nasce anche dal fatto che si tratti di un ramo “figlio” del collegamento Roma-Ceprano-Napoli, nato per collegare lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie e primo tratto ad “alta velocità” della penisola: quando nel 1864 Roma e Napoli furono unite dal treno il tempo di percorrenza scese da 40 ore a meno di otto».

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