SANTOPADRE – Traliccio sotto sequestro

SANTOPADRE – Tanto tuonò che piovve sul traliccio realizzato ormai da qualche anno nel centro del paese, destinato a ospitare le antenne radiotelevisive. Il gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera ha infatti ordinato il sequestro dell’area dove sorge il manufatto e ieri mattina i carabinieri della stazione di Arpino l’hanno eseguito apponendo il relativo cartello.
La vicenda agita i santopadresi dall’ormai lontano 2013, quando fu rilasciato a un privato il permesso a costruire il traliccio: prima una piccola torre, “cresciuta” poi fino a una ventina di metri dopo il via libera alla demolizione e ricostruzione del traliccio in acciaio preesistente. Da allora in molti temono che l’attivazione di altre antenne per telecomunicazioni in paese peggiori ulteriormente la già critica situazione del livello di elettrosmog dovuta al ripetitore che irradia in mezza Ciociaria i segnali delle principali reti nazionali ed estere.
Sul piano giudiziario, tutto inizia dall’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Cassino da un residente del centro, il maresciallo in pensione Fernando Ricci. Del caso si è occupato il pubblico ministero Alfredo Mattei che ha svolto le indagini e sottoposto al gip la richiesta di sequestro dell’area, firmata nei giorni scorsi.
Sulla vicenda, oltre all’offensiva politica sferrata dai gruppi d’opposizione di allora, si era costituito anche un comitato spontanei di cittadini preoccupati dall’attivazione del nuovo impianto. Poi l’esposto del maresciallo Ricci ha sbloccato il lungo impasse fino al sequestro dell’area, compresa la base di cemento armato.
Ad assistere l’ex militare l’avvocato Domenico Valletta che, dopo aver richiesto il sequestro dell’area nell’aprile 2016 spiega: «La realizzazione di un traliccio così imponente nel centro urbani preoccupa l’intera cittadinanza di Santopadre per i possibili effetti negativi sulla salute dei campi magnetici che il ripetitore produrrebbe. E poi, oltre a trovarsi in una zona demaniale gravata da un vincolo boschivo, il traliccio contrasta apertamente con la delibera approvata dal Consiglio comunale per la delocalizzazione delle antenne, proprio per trasferirle fuori dal centro abitato».

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