ARCE – Delitto Mollicone. La porta resta la chiave del giallo

ARCE – Non è la prima volta che i media nazionali riaccendono i riflettori sul giallo di Arce. Ma ora che la verità sulla morte di Serena si fa più vicina, ora che le prime indiscrezioni della relazione della professoressa Cattaneo annunciano una svolta e ancora di più il ritorno a casa del corpo della studentessa, l’interesse delle trasmissioni nazionali assumono ben altro sapore: quello della verità sepolta da troppo tempo; quello della speranza di papà Guglielmo di poter tornare a salutare a salutare la sua bambina; quello della consapevolezza che la giustizia, prima o poi, arriva. Ci sono voluti 16 anni, richieste di archiviazione, richieste di proroga. Ora, si spera, che la scienza – grazie ad accertamenti prima impensabili – possa finalmente restituirle il sonno dei giusti e incastrare i responsabili.
A parlare, ai microfoni della trasmissione “Chi l’Ha Visto?”, però, non è stato soltanto papà Guglielmo a cui ci sentiamo tutti intimamente vicini. E’ importante nell’intervista (non nuova) dell’avvocato della famiglia Mottola – indagati il maresciallo Franco, il figlio e la moglie – Francesco Maria Germani, quello che in apparenza appare un dettaglio. La porta “incriminata” – finita sotto i riflettori per quell’ammaccatura a circa un metro e mezzo, che secondo il perito «potrebbe essere compatibile con un pugno o con l’impatto della testa su una superficie dura» e finita già nelle carte del gip Lanna – non è nuova per i Mottola. «Noi riteniamo che quell’ammaccatura potrebbe essere legata a un pugno sferrato a suo tempo dal maresciallo o da suo figlio – dice l’avvocato Germani ai microfoni della Rai -. E’ stata fatta una richiesta di interrogatorio per Mottola che si è valso della facoltà di non rispondere: sull’ipotesi del pugno alla porta si era già pronunciato 15 anni fa. Gli è stato richiesto, come mi ha riferito il mio assistito, addirittura mimare il gesto: un gesto troppo in là nel tempo». Se vi fossero stati “dubbi”, prosegue Germani, la porta sarebbe stata fatta sparire e invece è rimasta in un alloggio non utilizzato nella caserma. Tutto, comunque, sembra ruotare proprio attorno alla porta. Ora si attende la relazione integrale della Cattaneo che già in queste ore potrebbe finire nelle mani dei consulenti dell’avvocato Germani.

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