ARCE – Omicidio Mollicone. Testimoni da riascoltare

La Procura non ha dubbi: presto la svolta e la verità. Verranno sentite nuovamente alcune persone informate sui fatti

I sopralluoghi effettuati dagli uomini del Ris lo scorso inverno

ARCE – Un’accelerata importante, quella data dalla procura di Cassino nel delitto Mollicone.
Con l’iscrizione nel registro degli indagati del luogotenente Quatrale gli inquirenti stanno rileggendo l’intero caso, valutando elementi già acquisiti dandogli, sembrerebbe, un altro spessore. Non è escluso, infatti, che per arrivare fino in fondo dovranno essere ascoltate ancora una volta persone informate sui fatti, persone che nell’immediatezza offrirono una chiara ricostruzione. Ora, però, alla luce delle nuove piste anche quelle stesse granitiche verità potrebbero risultare utili sotto altri punti di vista. Anche per chiarire posizioni, per escludere coinvolgimenti o responsabilità.
Elementi che potrebbero servire anche a Quatrale, finito nella complessa inchiesta nei giorni scorsi. Il sottufficiale, lo ricordiamo, ha preferito la strada del silenzio: convocato in procura per essere ascoltato alla presenza del suo avvocato, Francesco Candido, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Nei suoi confronti due pesanti accuse: quella di non aver impedito la morte di Serena e quella del suo collega Santino Tuzi, trovato senza vita nella sua Fiat Marea nel 2008. Un concorso morale, secondo gli inquirenti, da cui dovrà comunque difendersi.
Anche l’avvocato dei Mottola (l’ex comandante dei carabinieri di Arce Franco Mottola, il figlio e la moglie) Francesco Germani sta preparando una corposa controrelazione. Dopo l’importante consulenza depositata dalla dottoressa Cattaneo – l’anatomopatologa che ha eseguito tutti gli accertamenti sul corpo di Serena – ora Germani sta affilando le armi.

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