ARCE – Un terzo carabiniere indagato

I sopralluoghi effettuati dagli uomini del Ris lo scorso inverno

ARCE – Il terzo indagato nell’Arma per il delitto di Serena Mollicone è Francesco Suprano, sottufficiale originario di Itri, ora in forza alla caserma di Rieti. Suprano, a lungo in servizio all’Aquila, entrò tra gli effettivi nella caserma di Arce proprio nel periodo in cui la scomparsa di Serena diventò un’amara scoperta solo due giorni dopo l’inizio delle ricerche.
Il maresciallo era stato già sottoposto alla prova del Dna che aveva dato esito negativo. E a convalidare la sua uscita di scena dal delitto Mollicone era stata la richiesta di archiviazione: era stato il gup Lanna ad esprimersi sulla richiesta di opposizione alla chiusura del caso, voluta da papà Guglielmo. Ora è nuovamente indagato per il giallo di Arce, questa volta per un’ipotesi di favoreggiamento: accusa per la quale dovrà essere ascoltato in procura nei prossimi giorni, assistito dall’avvocato Eduardo Rotondi, suo legale anche nella precedente bufera giudiziaria.
Le indagini, dopo l’archiviazione della sua posizione, erano proseguite nei confronti dell’ex comandante Mottola, di suo figlio e di sua moglie. Nei giorni scorsi è stato convocato in procura anche il sottufficiale Vincenzo Quatrale, che alla presenza dell’avvocato Candido, ha scelto la strada del silenzio: per lui le accuse di concorso morale di omicidio volontario (con i Mottola) e di concorso nell’istigazione al suicidio di Tuzi, trovato senza vita nel 2008 a due giorni dal confronto con i suoi vertici in procura, proprio in merito ad alcune dichiarazioni rese sulla presenza di Serena in caserma.
Si tratta nei suoi confronti di un’unica imputazione (diversa dalle precedenti) legata agli stessi fatti contestati diversi anni fa, ma – stando ai beninformati – in un lasso temporale diverso rispetto a quanto preso in esame in precedenza. Circa i dettagli sull’ipotesi formulata a carico del sottufficiale, però, non è dato sapere nulla. Di fatto già lo stesso articolo 378 del Codice Penale descrive gli argini entro cui muoversi: «Tale reato viene consumato qualora l’agente aiuti un altro soggetto che abbia precedentemente commesso un reato a eludere le investigazioni della polizia giudiziaria o sottrarsi alle ricerche». Se così fosse, chi avrebbe dovuto coprire Suprano? E perché?
La situazione è molto delicata, le indagini sono in atto e tutto potrebbe essere compromesso. Sarà per questo che né procura né difese vogliono parlare. E non è detto che lo facciano una volta convocati per l’interrogatorio. Intanto Quatrale sta valutando: le posizioni al vaglio sono diverse così come le contestazioni avanzate. E non si esclude che a breve possano esserci nuovi indagati.

«Si stanno chiudendo tutti i cerchi: ora la verità»
L’INTERVENTO – «Si stanno chiudendo tutti i cerchi. Uno dopo l’altro. Ora, finalmente, siamo vicini alla verità». Papà Guglielmo, ieri sera ospite di “Chi l’Ha Visto?”, oggi su Rai2 a “Storie Vere”, ha pochi dubbi: ormai le ore sono contate per i responsabili.
«Sono stato molto sorpreso – ha dichiarato Guglielmo Mollicone a caldo – della novità circa l’indagine nuova aperta su Suprano. Una novità che arriva davvero a poche ore da quella su Quatrale. Possiamo aspettarci a giorni nuove bombe, almeno lo spero. Credo che ognuno dei coinvolti cercherà di salvaguardare la propria posizione. E non si esclude così che si arrivi davvero alla verità: ho molta fiducia nella procura. Chi ha ucciso mia figlia, chi ha aiutato o chi potrebbe aver omesso dovrà rispondere: Siamo davvero agli sgoccioli».

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