LE REAZIONI – “Una martire dei nostri giorni”. Esempio di vita

ARCE – «Serena è una martire dei nostri giorni. Ha pagato con la vita il suo coraggio di combattere il male. Viveva appieno i suoi valori: lei era una vera credente cioè metteva incondizionatamente il suo cuore nelle mani di Dio. Quello di Serena non è solo un caso di cronaca. E’ molto di più. Serena ha sognato e voluto un mondo più giusto». Un’omelia sentita, quella di don Arcangelo D’Anastasio, che ha descritto l’impegno di Serena nella sua sostanza.
Poi ha aggiunto: «Serena si è presa cura di chi non aveva Dio nel cuore. Scopriamo questo tesoro. La rettitudine guidi la nostra coscienza e non permetta al male di avanzare. La violenza e la menzogna non vincano. La menzogna distorce la verità e il caso di Serena ce lo insegna. Chi ha spinto il suo cuore, la sua anima bella? La ricerca della verità – ha continuato don Arcangelo – Serena, prega dal Paradiso per la nostra comunità e la nostra parrocchia».
Serena Mollicone è tornata a casa nella sua bara bianca. E ieri, papà Guglielmo ha finalmente potuto prendere parte al funerale di sua figlia e piangere. Lacrime che 16 anni fa non gli furono consentite, dopo che venne prelevato durante la messa per apporre una firma in caserma. «Questa volta non ci sarà più nessuno che mi farà uscire da questa chiesa lasciandoti sola, cosa che un padre non vorrebbe mai fare. Sei qui con noi e ti esorto a darmi aiuto e conforto perché certamente perdere una figlia di quella età non è facile. Non lo è soprattutto nei modi: se ti avesse portato via una malattia forse sarei riuscito a riconciliarmi con Dio. Fin quando non ci sarà giustizia e chiarezza non potrò prendere l’Eucarestia. Voglio guardare in faccia, prima, quelli che ti hanno uccisa. Solo materialmente, perché da quella morte ne sei uscita più bella e radiosa dando un esempio a tutti. Stai sicura che pian piano la giustizia arriverà: tu hai parlato. Ora persone serie hanno lavorato e stanno lavorando per questo: te ed io possiamo ringraziare la procura, i carabinieri di Arce e la tenenza di Pontecorvo e tutti coloro che vogliono che la giustizia abbia la meglio. Serena grazie per essere tornata, ringrazio tutti coloro che hanno voluto accoglierti perché significa che ti hanno voluto bene davvero. Di certo tu l’hai apprezzato. Non sei morta invano».

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