L’INTERVISTA – «Dopo 17 anni le direi: non sei morta invano»

L’APPROFONDIMENTO – «Cosa posso dire a Serena dopo 17 anni? Che finalmente la verità verrà fuori. Avrai la giustizia che meriti!». Papà Guglielmo ha davvero pochi dubbi. Nel giorno in cui il Ris ha varcato per la seconda volta i cancelli della caserma per cercare prove schiaccianti, in grado di rendere giustizia alla studentessa di Arce, papà Guglielmo ha deciso di non raggiungere la Stazione dell’Arma.
La sua fiducia incondizionata negli inquirenti si lega indissolubilmente con una discrezione unica. Nel suo volto e nelle sue parole la tensione di chi sa di avere ancora poco da attendere per sapere, per ottenere quelle risposte che lui aveva nel cuore sin dal primo momento.
«Ho sempre avuto delle forti convinzioni sulla morte di mia figlia. Ma ora queste mie convinzioni sono certo che verranno supportate da una verità scientifica: devo ringraziare tutti gli inquirenti che stanno svolgendo un lavoro importante, che stanno scavando per arrivare alla verità, ora sempre più vicina» aggiunge Guglielmo. Poi rilancia un messaggio che già era arrivato forte quando il corpo di Serena – poco prima di Natale – era tornato dal Labanof di Milano: Serena è davvero una martire dei nostri giorni. «Sono sempre più convinto che mia figlia abbia sacrificato la sua vita per i suoi ideali, per denunciare un’attività di spaccio che allora aveva coinvolto un numero impressionante di giovani, con un alto numero di decessi. Oggi vorrei dire a Serena che lei ha perso i suoi anni migliori ma il suo non è stato un sacrificio vano. E il suo esempio dovrebbe essere un monito per un sempre maggiore impegno contro lo spaccio, anche ora, fuori e dentro Arce».
Quella di ieri, per i familiari di Serena, è stata una giornata importante. «Un altro tassello che si va a sommare a quelli già trovati prima, disposti finora, a definire un quadro che pian piano si sta completando» ha dichiarato ancora Guglielmo Mollicone fuori dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la stessa dove il 22 dicembre scorso si è tenuta una messa in ricordo di Serena, una cerimonia funebre attesa da troppo tempo. Quella a cui papà Guglielmo non ha potuto partecipare 16 anni prima, quando venne prelevato in chiesa dai carabinieri per mettere una firma in caserma.
«Il primo giugno saranno trascorsi 17 anni dalla sua morte, credo che ora sia giunto il momento della verità. Continuo a ribadire la mia fiducia più totale negli inquirenti, ora che le nuove tecniche stanno per offrire una verità scientifica, a cui aspiro. Nulla ora viene tralasciato. Il mio ringraziamento, in particolare, va alla procura di Cassino ma anche ai carabinieri che stanno lavorando come mai prima. Il tenente colonnello Imbratta e il colonnello Cagnazzo, ora, hanno fatto e stanno facendo davvero tutto il possibile» ha concluso con fermezza Guglielmo.

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