COLFELICE – Un libro per tre paesi “Da un giorno all’altro”, un capolavoro di Luigi Gemma

COLFELICE –  Sarà presentato a Colfelice, venerdì 11 maggio 2018, ore 17.30 il lavoro di Luigi Gemma.
Prendendo lo spunto da un testo di storia locale, Luigi Gemma, autore del libro Da un giorno all’altro – Pamphlet storico-fantastico, ne contesta ironicamente taluni assunti e ricostruisce un ampio panorama degli eventi, che nel secolo XIII riguardarono il territorio degli attuali Comuni di Arce, Rocca d’Arce e Colfelice, che allora aveva nel castello di Rocca d’Arce la sede amministrativa, politica, militare.
Il periodo storico comprende le dominazioni degli Svevi (1991-1266) e degli Angioini (prima fase:1266-1320 ca.); ragion per cui il XIII viene definito, nell’àmbito dello scritto, secolo lungo.
Uno dei caratteri peculiari del libro è la demistificazione di miti duri a morire, come l’inespugnabilità di detto castello, smentita peraltro dalla storia, ma ribadita e celebrata dai cronisti coevi e dagli storici locali, sia pure con la lodevole riserva di qualcuno.
L’autore contesta, altresì, l’ingiustificabile parzialità delle storie locali, che non allungano lo sguardo oltre gli angusti limiti delle vicende relative ai grandi personaggi (imperatori, papi, re, cardinali, baroni, notabili, ecc.), non dedicando alcuna attenzione ai contadini, agli artigiani, ai pastori, che hanno fatto la storia economica e sociale anche di questo segmento della medievale Terra di Lavoro. È per questo che egli si ingegna nel dare un’anima all’ampio territorio allora governato dal castellano di Rocca d’Arce, longa manus del giustiziere di Terra Laboris, ricostruendo con attendibile verisimiglianza frammenti di una storia fatta di sacrifici e sofferenze, ma anche di umana dignità.
Dalla verisimiglianza alla fantasia il passo è breve. Ne è prova la parte conclusiva del pamphlet, tutta giocata sul rinvenimento di un manoscritto in latino medievale, di cui si forniscono testo e traduzione, che narra come avvenne la trasmigrazione del toponimo Arce dalla Rocca alla sede attuale.
La chiave ironica trova la sua conclusione nell’appendice, in cui si dà conto delle ulteriori avventure del nome di Arce nel corso della mirabolante migrazione.
Traspare dallo scritto l’amore per la sua terra, che ha spinto l’autore a far rivivere vicende apparentemente così lontane, ma in fondo così vicine a una popolazione che ha così modo di conoscere meglio i propri antenati.
È la popolazione di Arce, Rocca d’Arce e Colfelice.
Le amministrazioni comunali dei tre Comuni sono perciò particolarmente grate a Luigi Gemma, di cui hanno sempre apprezzato la profonda cultura, per la pubblicazione di questo volume, intelligente atto di omaggio alla nostra terra ed esemplare testimonianza di accurata e documentata ricerca storico linguistica.

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