ARCE/CEPRANO – Da cava a tiro a segno: il no dei residenti

ARCE/CEPRANO – Progetto di riconversione dell’ex cava di Carlesimo in tiro a segno a livello nazionale: gli abitanti dei Campolungo dicono no.
Hanno raccolto le firme e presentato un esposto alle procure della Repubblica di Cassino e Frosinone, alla Questura, al Corpo Forestale dei Carabinieri di Frosinone, al sindaco del comune di Arce e alla direzione regionale risorse idriche e difesa del suolo, gli abitanti di Campolungo in territorio di Arce a confine con con Ceprano, dove dovrebbe sorgere il tiro a segno.
Ad allarmare i cittadini i forti boati che rimbombavano nella vallata del fiume Liri, provenienti dall’ex cava in prossimità della riva sinistra del fiume Liri, avvertiti il 24 maggio scorso. Comprensibilmente l’allarme degli abitanti della zona le cui case sorgono a circa 100 metri dal sito. Sconcertati e preoccupati «per i rumori assordanti e l’inquinamento atmosferico derivante dai fumi della combustione della polvere da sparo e da tutte le pallottole di piombo fortemente inquinanti». I sottoscrittori dell’esposto chiedono un rapido intervento per la tutela della fauna selvatica, domestica e ittica esistente; fra l’altro in questo periodo in piena riproduzione. E precisano che la riva sinistra del fiume Liri in territorio di Arce, dove si trova l’ex cava, è stata per molto tempo oasi protetta. «Chiediamo che tale opera devastante per il territorio e per tutto l’ambiente venga dismessa – scrivono i firmatari della petizione – e negata qualunque concessione». Gli abitanti di Campolungo sono preoccupati, temono che la riconversione possa causare danni all’ambiente, alla salute e compromettere gli equilibri di un’area dove le abitazioni sorgono a cento metri dal sito interessato al progetto. In diverse zone della città, dunque, si levano cori di protesta in direzione di Arce per l’ex cava, in direzione Falvaterra per l’ex laminatoio da riconvertire in azienda per la lavorazione rifiuti.

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