ROCCADARCE – Unione, effetto Salvati “Pantanella chiarisca”

ROCCADARCE – Il Comune di San Giovanni Incarico si chiama fuori dal debito di mezzo milione di euro reclamato dalla Saf nei confronti dell’Unione “Antica Terra di Lavoro”. Il sindaco Paolo Fallone lo ha scritto nero su bianco: la sua quota l’ha versata regolarmente all’ente intercomunale travolto dalle ultime vicende che hanno portato alla rimozione di Antonio Salvati da parte del Prefetto.
Muove proprio da qui il pressing dei consiglieri d’opposizione di “Roccadarce Progetto Comune” Antonello Quaglieri (peraltro delegato presso l’Unione di Comuni) e Tiziana Di Folco sul sindaco Rocco Pantanella. Al quale chiedono conto della quota che il Comune ha versato all’Unione per il conferimento dei rifiuti all’impianto di Colfelice.
«Il sindaco Pantanella è stato “rimproverato” dal prefetto in quanto primo cittadino di uno dei due Comuni rimasti a formare l’Unione, per il fatto di “ignorare volutamente la problematica in essere; tale comportamento lede la corretta gestione degli enti locali con un’ostinazione non più tollerabile”, evidenziano i due consiglieri. E poi i 522.000 euro chiesti dalla Saf all’Unione, di cui Pantanella è vicepresidente ha ricevuto una lettera dal comune di San Giovanni Incarico con la quale quest’ultimo ente si chiama fuori dalle responsabilità sul debito. In questo modo riteniamo sia doveroso chiarire da parte di Pantanella, nei vesti di sindaco di Roccadarce, se in tali somme siano ricompresi anche gli importi regolarmente versati dai nostri concittadini negli anni in cui il servizio rifiuti era associato».
Infine l’esortazione di Quaglieri e Di Folco a Pantanella: «Lo invitiamo, come vice presidente dell’Unione, al tempestivo pagamento del debito contratto con la Saf per evitare che Roccadarce possa essere coinvolta. Non vorremmo che i nostri concittadini debbano pagare debiti contratti da altri».

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