ROCCA D’ARCE/S. GIOVANNI – “Terra di Lavoro”, Quaglieri attacca Pantanella

ROCCA D’ARCE/S.GIOVANNI – Il consigliere comunale di Rocca d’Arce e dell’Unione di Comuni “Antica Terra di Lavoro” Antonello Quaglieri, interviene sull’ordinanza di sgombero, notificata venerdì all’Unione di Comuni del presidente Pantanella, dal secondo piano del municipio di San Giovanni Incarico: «Potevamo decidere di spostare la sede dell’Unione in maniera signorile ed elegante e invece abbiamo preferito essere “cacciati”. Qualche giorno fa mi ero espresso in merito alla controversia creatasi tra l’Unione e il comune di San Giovanni Incarico – dichiara il consigliere -. La mia critica era rivolta al fatto che ricorrere in giudizio per voler conservare ad ogni costo la sede di un’Unione (ormai ridotta a due comuni: Rocca d’Arce e Falvaterra) nel palazzo municipale di San Giovanni, che non fa più parte della stessa, fosse un’inutile ostinazione che tra l’altro denotava scarso rispetto istituzionale».
E aggiunge: «Ora a suffragare la mia tesi di logica e buon senso è arrivata anche la decisione dei giudici del Tar di latina in cui si evince chiaramente che il ricorso proposto da Pantanella “non appare assistito da sufficienti elementi di fumus boni iuris”. I giudici addirittura palesano “fondati dubbi sulla esistenza della delibera della Giunta del Comune di San Giovanni Incarico n. 190 del 31.12.2012”, con cui era stato concesso all’Unione di Comuni il comodato d’uso gratuito del II piano dell’immobile municipale di San Giovanni».
E continua: «Non sarebbe stato più elegante e logico restituirli spontaneamente senza essere “sgomberati”? Ora, tra l’altro, mi chiedo chi pagherà le spese legali per questo inutile “capriccio/vezzo” del presidente Pantanella (e forse non solo suo) che voleva a tutti i costi conservare la sede in casa altrui? Mi auguro che almeno decida di saldare con risorse proprie le spese, evitabilissime, che altrimenti ricadranno come sempre sulla collettività. Al contempo ci auguriamo tutti che Pantanella decida, senza farsi condizionare da suggeritori interessati, di non proporre altri inutili appelli che avrebbero solo il senso di un’inutile e dispendiosa ostinazione. Ora si pensi invece a individuare una sede congrua in uno dei due Comuni che compongono l’Unione e a pianificare iniziative a vantaggio dei cittadini», conclude Quaglieri.

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