FONTANA LIRI – “Propellenti”, incontro al ministero a Roma, l’Amministrazione di Gianpio Sarracco e sindacati non sono soddisfatti

FONTANA LIRI – L’incontro che si è svolto nella giornata di Mercoledì 15 Maggio a Roma, presso la sala Quadri del Ministero della Difesa in Via XX Settembre, tra una delegazione di Fontana Liri (rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle RSU, dei sindacati territoriali e degli ex interinali) ed il capo gabinetto del Ministro Gen. Pietro Serino, alla presenza dei vertici dell’Agenzia Industrie Difesa e dei parlamentari Luca Frusone ed Enrica Segneri, non ha lasciato soddisfatti i richiedenti dell’incontro.
L’Agenzia Industrie Difesa ha, inizialmente, solo ribadito quanto descritto nel piano industriale, ovvero la ricerca di un partner privato per garantire il rilancio del sito che comunque è salvaguardato dal Decreto Mezzogiorno e dagli obiettivi AID fino al 2023. Solo dopo sotto la pressione incalzante dell’amministrazione comunale e dei sindacati ha garantito il ripristino della centrale idroelettrica in tempi brevi (massimo giugno) ed ha aperto alla possibilità di implementare le attività del sito, in particolare alla digitalizzazione e dematerializzazione di documentazione cartacea, con archiviazione e conservazione digitale della documentazione degli archivi e gestione informatizzata degli stessi come già avviene nello Stabilimento di Gaeta.
La digitalizzazione e dematerializzazione, in attesa dell’individuazione del partner privato, tramite le procedure pubbliche da espletare, che garantirebbe il rilancio del sito e con molta probabilità nuove prospettive occupazionali, è l’unico segnale positivo ricevuto nella giornata. L’altra richiesta, che nel prossimo tavolo di Giugno dovrà essere ratificata in maniera netta, è che quando ripartirà la centrale, gli introiti della stessa dovranno essere reinvestiti esclusivamente su questo sito.
Profonda delusione sulla decisione netta di non prevedere più investimenti pubblici per il rilancio del sito. Il problema grande che resta è il blocco totale della produzione che, abbinata all’assenza di investimenti anche per la manutenzione degli impianti, rende il sito sempre meno appetibile: più passa il tempo, più i macchinari ed i luoghi di produzione e lavoro avranno bisogno di maggiori soldi per poter essere rimessi in funzione.
L’amministrazione comunale, le organizzazioni sindacali ed i lavoratori dello stabilimento militare propellenti di Fontana Liri, continueranno a monitorare la situazione, in attesa del prossimo tavolo di Giugno, sempre pronti anche a nuove iniziative di sensibilizzazione.

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