FONTANA LIRI – Lo Stato non paga l’Imu. Una voragine nei conti. Bloccato il pagamento del tributo per gli alloggi militari

FONTANA LIRI – «Lo Stato non paga e il Comune è in difficoltà».
Non sono tanto le lungaggini dei trasferimenti statali a preoccupare il sindaco Gianpio Sarracco quanto l’Imu che non riesce a riscuotere per gli alloggi militari esistenti in paese.
Centinaia di migliaia di euro che mancano nelle cassi municipali e che hanno costretto l’amministrazione ad approvare il bilancio preventivo e quello consuntivo con il parere sfavorevole del revisore dei conti. Un caso che rischia di portare il Comune in dissesto.
«Nonostante ben due sentenze della Cassazione del 2011 e del 2017, in cui il ministero della Difesa è stato condannato al pagamento del tributo Ici-Imu per gli alloggi militari che insistono sul nostro territorio – spiega Sarracco – lo Stato non versa quanto spetta legittimamente al nostro Comune che, di contro, non può procedere con decreti ingiuntivi e pignoramenti in quanto i beni dello Stato non sono pignorabili».
Il credito accertato scaturito da questi contenzioni è di 357.056 euro. A questa cifra si aggiungono altri 200.000 euro circa da accertare. Soldi mai entrati nelle casse dell’ente.
«Poiché lo Stato non paga, avremmo dovuto tagliare i servizio aumentare le tasse? Un principio paradossale e inaccettabile », tuona il primo cittadino.
Ma c’è di più: un mese fa i rappresentanti del Comune di Fontana Liri sono stati ricevuti al ministero della Difesa, a Roma, nell’ufficio di gabinetto del ministro Elisabetta Trenta. Ma la risposta che hanno ricevuto è stata piuttosto disarmante.
«I referenti del ministero – riferisce il sindaco – hanno ribadito che il credito che il Comune vanta è dovuto, che sono soldi legittimi, che il Comune ha ragione, ma che non hanno i soldi per pagare e non sanno come fare. Siamo un Paese civile e normale?», si chiede provocatoriamente Gianpio Sarracco.
Non per questo il sindaco si dà per vinto.
«L’amministrazione comunale di Fontana Liri proseguirà la battaglia per avere quanto legittimamente gli spetta, a difesa degli interessi dell’ente e della collettività, continuando a mantenere alta l’attenzione su questo tema », assicura il primo cittadino. Confidando che il caso si sblocchi prima che sia troppo tardi.

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