ARCE – Comunità montane: commissari liquidatori, ecco la delibera. Bellucci soddisfatto per l’avvio della procedura di trasformazione

ARCE – Ennesimo tentativo per archiviare le comunità montane. La giunta regionale del Lazio ha proceduto ieri a deliberare la nomina dei commissari liquidatori delle comunità montane. Si apre, dunque, la fase operativa della trasformazione di questi enti.
«L’Uncem Lazio si è battuta affinché questa fase fosse gestita direttamente dal personale in essere, sia amministrativo che politico e, dunque, competente a non interrompere, anche nella fase di trasformazione, l’opera ordinaria degli enti montani – ha affermato Achille Bellucci, presidente Uncem Lazio – e soprattutto capace di cogliere il meglio dell’esperienza messa in campo a tutela e valorizzazione della montanità. La nostra organizzazione si batte per la salvaguardia dei centri montani e lo sviluppo della loro vita socioeconomica che non può essere interrotta o svalutata. Della delibera, dunque, ringrazio il presidente Nicola Zingaretti, il presidente del consiglio Mauro Buschini e l’assessore alle politiche sociali Alessandra Troncarelli per aver preso in considerazione le nostre proposte, nelle more di questo delicato passaggio. Il presidente della Regione ha, infatti, deliberato di procedere direttamente, con proprio decreto, alla nomina dei commissari straordinari liquidatori e dei subcommissari delle 22 comunità montane individuandoli, rispettivamente, in via prioritaria, tra i presidenti e i vice o, in mancanza di questi, tra gli ultimi, assessori anziani, delle medesime comunità. Siamo noi, oggi in Italia, un vero e proprio laboratorio di innovazione istituzionale, che coordineremo con decisione e lungimiranza, a stretto contatto con la commissione regionale enti locali, nel mezzo del superamento dell’obbligo associativo, delle modifiche alla legge Delrio e del conseguente riordino delle Province e in generale della riconsiderazione di un ente intermedio necessario tra Regioni e Comuni. Ebbene la nostra organizzazione continuerà l’opera di controllo e soprattutto di proposta per il rilancio dei territori montani, nel contesto di un ruolo intermedio che la montanità, in forza dell’art.44 della Costituzione, gli attribuisce».

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