ARCE – Le telecamere delle Iene per Serena. Una ricostruzione-inchiesta di Veronica Ruggeri. Il dolore e la speranza

ARCE – Anche “Le Iene” hanno raggiunto Arce per ricostruire il delitto Mollicone.
Nella ricostruzione, dai toni dell’inchiesta giornalistica di Veronica Ruggeri, immagini dell’epoca, interviste di 18 anni fa, pezzi di filmati inediti di tg o collegamenti degli inviati in grado di raccontare – frame dopo frame – un mistero lungo 18 anni.
Tante le stranezze sollevate dalla iena: dal cellulare di Serena scomparso e poi riapparso nell’abitazione paterna, su cui non sono state trovate mai impronte; neppure quelle di papà Guglielmo né quelle di suo cognato che aveva consegnato il cellulare in caserma, dopo averlo preso in mano. E ancora, Guglielmo portato via dal funerale della figlia per una firma, così da ingenerare nell’opinione pubblica un sospetto; le affermazioni della barista che quella mattina dice di aver visto Serena e poi ritratta.
In questa ricostruzione puntuale non potevano, poi, non saltare fuori prima Carmine Belli, poi Tuzi: è Belli, in carcere per 17 mesi, il “mostro” da gettare in pasto all’opinione pubblica: «Scelsero me perché non so parlare e non ho soldi per difendermi» aggiunge Belli. Tre sentenze di assoluzione non sono riuscite a togliergli dagli occhi quei momenti tremendi.
E ancora oggi in paese, parlare di Serena è difficile. Guglielmo non si è mai arreso. E nonostante l’amarezza di un rinvio tecnico, è pronto a continuare la battaglia. A dover rispondere dell’ipotesi di concorso nell’omicidio della studentessa di Arce uccisa in caserma sono – lo ricordiamo – il maresciallo Franco Mottola, all’epoca dei fatti comandante della stazione di Arce; la moglie Anna Maria; il figlio Marco, insieme al maresciallo Vincenzo Quatrale. L’appuntato Francesco Suprano è invece accusato di favoreggiamento. Al solo Quatrale è contestato anche il reato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi.
Carmela Di Domenico
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