ARCE – Delitto Mollicone. Parla Lavorino: «Nessuna illazione sulla dinamica dell’omicidio»

ARCE – «Nessuna illazione sulla dinamica dell’omicidio, invitiamo a riportare la calma e l’obiettività scientifica sull’omicidio di Serena Mollicone». 
A parlare, con una nota a firma del pool tecnico di difesa dell’avvocato Germani (che assiste i Mottola) è il professor Carmelo Lavorino, coordinatore del team. 
Già subito dopo l’integrazione presentata dalla dottoressa Cattaneo – l’anatomopatologa che ha effettuato i rilievi sul corpo di Serena dopo la riesumazione – il team era intervenuto. Per la difesa dei Mottola, la porta non potrebbe essere considerata l’arma del delitto in virtù dell’altezza di Serena e dell’aspetto cinetico che avrebbe spostato il punto d’impatto. 
Per la procura, invece, il contrario: sia il movimento che gli scarponcini indossati dalla vittima avrebbero colmato il “gap”. Ma nell’integrazione sarebbe stata analizzata anche l’assenza di sangue sui vestiti: per l’anatomopatologa, questo non sarebbe (in base alle esperienze medico legali) un elemento dirimente.
Per il team della difesa dei Mottola, invece, sì: «Quando il sangue sgorga da una ferita “del pugile”, all’arcata sopraccigliare, sgorga di sicuro, in piccola o grande quantità a seconda se la vittima sia caduta oppure no». Ma questo non è l’unico punto contestato dalla difesa dei Mottola. «Risponderemo alla Cattaneo con una nostra logica integrazione scientifica che l’avvocato Francesco Germani produrrà al gup» aggiunge il professor Lavorino.
 
Cdd
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