EMERGENZA CORONAVIRUS – Il giorno con più contagi. Medico dello Spaziani e infermiere del Santa Scolastica tra i positivi ciociari. Sono 23 i nuovi malati, mai così tanti in 24 ore. Casi ad Alatri, Arce, Sora, Veroli, Ripi, Supino e Torrice

Dopo il lieve arretramento di giovedì, nuovo boom di contagi nella giornata di ieri con 23 casi di positività accertati dalla Regione Lazio per la Ciociaria. Si tratta del record da quando è iniziata l’emergenza Covid-19. Tra i nuovi contagiati spiccano un medico dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone e un infermiere del Santa Scolastica di Cassino. Subito eseguiti i tamponi a chi ha avuto stretti contatti con i due operatori sanitari.
Il bollettino
Oltre ai 23 contagiati, sono 63 le persone che escono dall’isolamento domiciliare. È quanto emerso dalla task force regionale sul Covid-19 alla presenza dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato con i direttori generali di Asl e aziende ospedaliere.
«Registriamo un dato con una crescita importante, legato anche ai casi delle 59 religiose risultate positive che fanno balzare a 185 i casi di positività e a oltre mille i casi totali. In
assenza di questa peculiarità il trend sarebbe stato di un incremento del 13% in linea con quello degli ultimi giorni. Sono rilevanti anche i dati dell’aumento dei guariti: 9 nelle ultime 24 ore e degli usciti dalla sorveglianza che sono 3.064».
Sono 1.008 casi nel Lazio, di cui 47 in terapia intensiva: lo confermano i numeri della Regione Lazio come pure quelli della protezione civile. Anche se questi ultimi divergono poi nella ripartizione provinciale: per la Ciociaria vengono indicati, infatti, circa la metà dei casi a suo tempo comunicati dall’assessorato alla sanità, ovvero 52, quattro in più rispetto a giovedì.
I nuovi contagi
Tra i contagiati di ieri anche un medico dello Spaziani di Frosinone che stava fronteggiando l’emergenza Covid-19. Ma i tamponi dei colleghi con cui è venuto a contatto sono negativi. È la prima volta che in provincia risulta positivo un sanitario. Positivo pure un infermiere di Pontecorvo del Santa Scolastica di Cassino. Personale medico e infermieristico con cui è venuto a contatto è stato sottoposto ai test e si è in attesa dei risultati.
È tra i cinque nuovi casi di Cassino insieme a un altro paziente del San Raffaele.
Il sindaco di Anagni Daniele Natalia annuncia il quinto caso. Che aggiunge: «Dai dati in nostro possesso sembra che il picco dell’epidemia possa essere raggiunto entro quattro giorni; vi prego di stare a casa per evitare qualunque pericolo di contagio. È fondamentale rispettare le regole. Per chi si ostina a fare come vuole avremo tolleranza zero».
Cinque come i casi di Veroli. «Sono stati accertati altri quattro casi di positività al Covid-19. In totale siamo quindi a cinque», scrive il sindaco Simone Cretaro. Che poi aggiunge: «È inutile scatenare una stupida caccia agli “untori”, che serve solamente a far del male a chi sta già soffrendo, perché le persone interessate sono state già isolate, insieme agli altri soggetti direttamente interessati».
Anche Alatri deve fare i conti con un numero crescente di casi. Il sindaco Giuseppe Morini avverte così la cittadinanza: «In attesa dei dati ufficiali della prefettura, mi è stato anticipato che un altro nostro concittadino è risultato positivo al Coronavirus. Si tratterebbe, questa volta, di un giovane. Quindi il totale sale a quattro casi accertati. Ancora vi ripeto l’unico modo di arrestare il contagio è restare a casa». Il Comune di Alatri ha attivato un servizio di spesa a domicilio allo scopo di ridurre le occasioni di uscita dei cittadini.
Prima positività a Ripi. «L’amministrazione comunale – si legge in una nota – ha attivato il Coc già predisposto sin dalle scorse settimane».
Nella vicina Torrice secondo caso. Il sindaco Mauro Assalti scrive: «Abbiamo anche alcune famiglie in sorveglianza attiva. L’appello a tutti i cittadini è che non si apra una seconda caccia al nome della persona che ha contratto la malattia in quanto sta già soffrendo».
Anche Supino ha il secondo contagiato, lo scrive il sindaco Gianfranco Barletta che invita a non scatenare la caccia all’untore e aggiunge: «Le persone interessate sono in isolamento».
Salgono a dieci i contagi nella città di Sora. A darne notizia il sindaco Roberto De Donatis. L’aggiornamento in questo caso è riferito alle 18 di giovedì. «Dato sensibile e negativo. Dall’inizio di questa emergenza siamo arrivati a dieci casi di positività al virus», dice il sindaco che accusa l’«ondata di rientro» con riferimento a chi nelle scorse settimane è tornato in Ciociaria dal Nord Italia. Lo stesso primo cittadino ha disposto la chiusura dei sentieri e delle scale per il colle dei santi Casto e Cassio e il santuario della Madonna delle Grazie. La società Ambiente e salute eseguirà la sanificazione dei mastelli della differenziata.
In un messaggio alla cittadinanza il sindaco di Arce Luigi Germani annuncia che i contagiati in paese sono sei e tutti in buone condizioni di salute.
Richiamati a Pozzilli
Allarme lanciato da Pozzilli, luogo di cura frequentato da tanti ciociari. Coloro che negli ultimi venti giorni si sono recati all’istituto Neuromed «sono invitati a contattare immediatamente il Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl». Messaggio rilanciato da molti sindaci, molisani e ciociari, dopo che la fondazione Neuromed, attraverso la direzione, ha reso noto che «i pazienti positivi al Covid-19 sono otto, tutti ricoverati presso il reparto di Neuroriabilitazione e asintomatici. Si ribadisce che sono stati effettuati tamponi anche nel reparto di rianimazione e tutti i pazienti sono risultati negativi.
Tutti i pazienti positivi al Covid-19 sono stati posti in isolamento in camere singole». La direzione precisa di aver «adottato tutti gli adempimenti precauzionali previsti ed ha sospeso tutte le attività tranne quelle urgenti».
Modificare le abitudini
«La resilienza, cioè la capacità di reagire di fronte ai momenti difficili, è la nostra arma più potente per trasformare lo sconforto in opportunità e per adattarci al cambiamento – informa il ministero della Salute -. Oggi che ci ritroviamo a vivere in casa, più o meno isolati, dobbiamo modificare le nostre abitudini quotidiane».
RAFFAELE CALCABRINA
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