EMERGENZA CORONAVIRUS – Covid-19, altri due morti. Deceduti un cinquantottenne di Gallinaro e una settantottenne di Alatri. Ieri ventidue contagiati in Ciociaria. Positivi anche due dipendenti della Provincia

Un cinquantottenne di Gallinaro e una settantottenne di Alatri sono la settima e l’ottava vittima della provincia di Frosinone per il Covid-19.

Sono deceduti ieri: Mario Caira era ricoverato da giorni nella clinica San Raffaele di Cassino, Luigina Ceci era all’ospedale “Spaziani” di Frosinone. Entrambi avevano patologie pregresse. Intanto ieri in Ciociaria si sono registrati altri 22 casi positivi. Settanta le persone uscite invece dalla sorveglianza.

 Il bollettino regionale

Dal consueto bollettino della Regione Lazio, al termine della videoconferenza con i responsabili delle strutture sanitarie del Lazio, l’assessore Alessio D’Amato ha reso noto il numero dei casi registrati ieri nel Lazio (193) e anche il dato riferito alla provincia di Frosinone (22).

«Oggi (ieri, ndr), registriamo un dato 193 casi di positività in lieve aumento rispetto alle ultime 24 ore, mentre i decessi sono stati 3. Continua l’aumento delle persone guarite che sono 58 in totale. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 4.164. Con il Policlinico Gemelli stiamo lavorando a un’importante sperimentazione di un test rapido ed avremo i risultati in settimana. In caso di esito positivo verrà somministrato innanzitutto agli operatori del Servizio sanitario regionale. Ad oggi il 20% dei tamponi effettuati sono stati somministrati al personale sanitario: oltre 2.600».

Per quanto riguarda gli ultimi casi in provincia di Frosinone l’assessore ha sottolineato che «sono 22 i nuovi casi positivi. Due i decessi. Settanta le persone che sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Isolata la Rsa di Cassino. Si ravvisano criticità anche alla Casa di Cura Ini – Città Bianca di Veroli». Intanto l’unità di crisi Covid-19 della Regione ha comunicato che «sono in consegna nella giornata odierna 18.800 mascherine chirurgiche, 23.500 maschere FFP2, 1.700 maschere FFP3, 8.900 tute idrorepellenti. Sono in consegna anche 68 ventilatori e 157 monitor per il potenziamento dei posti di terapia intensiva regionali».

 I nuovi contagiati

Sono sempre i sindaci a informare la cittadinanza locale dell’avvenuta positività.

Il sindaco di Alatri Giuseppe Morini ha scritto su Facebook: «Cari concittadini mi hanno appena comunicato che abbiamo altri tre casi accertati di contagio per cittadini di Alatri (salgono a 5 i casi). Purtroppo uno di questi è deceduto per cause ancora da accertare. Rivolgo ai familiari e agli amici della persona deceduta le mie più sentite condoglianze. Dobbiamo resistere, dobbiamo restare a casa».

La notizia della morte del cinquantottenne Mario Caira si è diffusa nella tarda mattinata a Gallinaro e in particolare nella frazione Rosanisco dove l’uomo risiedeva. A informare la cittadinanza della sua morte è stato il sindaco Mario Piselli.

Due casi positivi anche all’amministrazione provinciale. Si tratta di due dipendenti. La Provincia ha disposto in via cautelativa la chiusura degli uffici. «In applicazione delle ultime misure del Governo e ai fini precauzionali per la tutela sia del personale che della cittadinanza, l’Amministrazione provinciale ha disposto una coppia di professionisti.

Positivi anche tre pazienti ricoverati nella Rsa dell’Ini Città Bianca. Salgono così a 8 i casi a Veroli, compresa la positività dell’abate di Casamari padre Eugenio Romagnuolo). «I tre nuovi positivi sono pazienti ricoverati nella Rsa della Casa di Cura Ini Città Bianca – ha scritto ieri il sindaco di Veroli Simone Cretaro -. I responsabili della struttura sono in contatto costante con gli organi competenti e con l’Asl di Frosinone per il monitoraggio della situazione.

Non mi stanco di ripeterlo state a casa. La migliore risposta a questo virus è non andare in giro. La Polizia locale e i carabinieri stanno effettuando continui controlli con sanzioni e denunce penali. Onoriamo il lavoro straordinario di tante persone che sono impegnate a garantirci il diritto all’assistenza sanitaria attraverso il rispetto delle norme emanate dagli organi preposti».

 La nota dell’Ini Città Bianca

«Nella Rsa dell’Ini Città Bianca di Veroli sono stati riscontrati tra gli ospiti tre casi di positività al Covid-19. I pazienti che presentavano sintomi lievi – meno contagiosi e meno pericolosi – e che sono stati prontamente e adeguatamente trattati, sono stati spostati al terzo piano della struttura, posti in isolamento in stanze dedicate e accessibili solo a personale dotato di indumenti ad alta protezione contro il contagio. Nessun problema per gli altri soggetti attualmente presenti nella Rsa né per gli altri ricoverati nella struttura. La direzione di Ini Città Bianca sottolinea con l’occasione che le misure per la gestione dell’emergenza da Covid-19 presso la struttura sono state approntate tempestivamente già dal 24 febbraio sulla base delle indicazioni progressivamente emanate dalle istituzioni competenti (MdS e ISS) e dalle Ordinanze e circolari della Regione Lazio. Il sistema di sicurezza della Clinica è stato integrato e potenziato con procedure interne finalizzate alla massima protezione dei ricoverati, dei pazienti degli ambulatori, del personale sanitario e amministrativo, dei visitatori. Nello specifico si è provveduto a chiudere precauzionalmente gli ambulatori di Veroli che sono ubicati e dunque distaccati in altro edificio rispetto alla Casa di Cura, sono state ridefinite le norme di comportamento di tutti, compreso quello dei parenti a cui è stata di fatto impedito l’accesso nei reparti, e veniva rilevata all’ingresso, per ogni persona in entrata, la temperatura corporea. Per il personale sanitario della Casa di Cura e di tutte le Strutture del Gruppo INI è stato più volte sollecitato alla Regione e alle Asl – come ulteriore misura di protezione – la possibilità di procedere all’effettuazione del tampone, che rimane il test fondamentale per arginare la diffusione della malattia. Riteniamo che quest’ultima misura sia fondamentale e da mettere in opera immediatamente. Stiamo lavorando senza sosta affinché questa condizione si concretizzi il prima possibile».

 

NICOLETTA FINI

 

 

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