EMERGENZA CORONAVIRUS – L’ora del boom di contagi. Mai così tanti in 24 ore: 32. Tredici sono pazienti della Città bianca di Veroli. Nel Lazio preoccupano le case di riposo. Casi pure a Cassino, Paliano, Ceprano, Ripi e Trivigliano

Nuovo record di contagi in provincia di Frosinone. In una sola giornata ne sono arrivati 32. Di questi, però, 13 sono concentrati alla clinica la Città bianca di Veroli.

Finora, al massimo, il numero dei nuovi malati era stato di 23 il venti marzo e 22 il ventidue marzo. Lunedì, invece, c’era stato il momento più basso dal diciannove marzo. Sembrava una prima inversione di tendenza, ma così non è stato. I numeri, pertanto, continuano a oscillare in attesa del picco che, secondo gli esperti, potrebbe arrivare in questi giorni. Quel che emerge è che, in questo momento, in Ciociaria ci sono due focolai, entrambi in due cliniche, il San Raffaele di Cassino e la Città bianca di Veroli, senza i quali i numeri avrebbero una consistenza diversa e inferiore ai numeri attuali.

 

Il bollettino

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato dopo l’ormai quotidiana videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19coni direttori generali di Asl, aziende ospedaliere, policlinici universitari e ospedale pediatrico Bambino Gesù aggiorna così il quadro: «L’andamento di oggi (ieri, ndr) è legato principalmente a tre cluster: il primo la casa di riposo Giovanni XXIII di Roma, il secondo la Rsa di Nerola in provincia di Roma e il terzo l’Ini Città Bianca di Veroli in provincia di Frosinone che insieme rappresentano 87 casi di positività».

D’Amato aggiunge che «la nuova app della Regione “LazioDrCovid” in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, ha già registrato circa 60 mila utenti che hanno scaricato l’applicazione e 1.500 medici di famiglia e 130 pediatri di libera scelta collegati. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale sono stati distribuiti oggi (ieri, ndr) nelle strutture sanitarie del Lazio 300 mila mascherine chirurgiche».

Poi D’Amato fa il punto sull’Asl di Frosinone: «32 nuovi casi positivi di cui 13 alla Rsa Ini – Città Bianca. Deceduto paziente ultraottantenne con patologie pregresse», che è quello dell’altro ieri sera di Piedimonte San Germano.

Per l’ospedale di Frosinone «da attivare ulteriori cinque posti letto di terapia intensiva. Isolata la casa di riposo Ini – Città Bianca». Dato al ribasso, come sempre, quello fornito dalla protezione civile che indica in 97 i casi di Coronavirus in Ciociaria e 1.728 nel Lazio.

 

Il caso Ini

Alla Città bianca di Veroli dunque si registrano i nuovi tredici contagi della giornata. Ma il gruppo contesta il mancato invio dei dispositivi di protezione e si dice pronto a una denuncia. Il gruppo ricostruisce così la vicenda: «con attenta prudenza in considerazione della fase che si prospettava, ha acquistato in data 27 febbraio, presso la TechWin srl – intermediario di 3M – di Ponsacco Pisa, diecimila mascherine FFP3 con pagamento anticipato di circa il 50% del valore della merce per l’importo di 18.971 euro. La consegna della merce era stata fissata per lunedì 16 marzo – data che ci avrebbe consentito di gestire con efficacia almeno la prima fase dell’emergenza – senonché in pari data, nonostante il pagamento effettuato, ci è stato comunicato che la merce predisposta per essere consegnata era stata precettata con decreto restrittivo dal Governo del Regno Unito. Il gruppo preso atto di quanto comunicato ha azionato ogni leva sul mercato di riferimento e tutte le possibili situazioni alternative per approvvigionarsi dei dispositivi di protezione individuale, ma senza esito. Tutte le forniture, ci è stato riferito dai vari fornitori, sono state bloccate dalla protezione civile che non ha però destinato al personale sanitario impiegato nelle strutture private accreditate quanto necessario per proseguire senza incertezze l’assistenza sanitaria ai ricoverati – nel frangente diventati malati di Covid-19 – generando di fatto una incomprensibile e inaudita discriminazione tra il personale delle strutture private e quelle pubbliche. In questi giorni, abbiamo incessantemente richiesto i dispositivi di protezione insistendo ai vari livelli istituzionali anche informalmente, ad oggi non registriamo riscontri alle nostre comunicazioni, nemmeno risposte, nonostante che ci sia stato informalmente assicurato ogni giorno come imminente la consegna delle mascherine. La dotazione di dispositivi di protezione al personale incomincia a scarseggiare, le scorte di magazzino sono ridotte ai minimi termini, non c’è più tempo di esitare: vi chiediamo pertanto di rifornirci urgentemente di quanto necessario per proseguire l’assistenza dei malati ricoverati nelle nostre strutture e ridare la fiducia agli operatori impegnati senza sosta. La stessa problematica è stata più volte sollevata dall’associazione di categoria Aiop che è intervenuta insistentemente nei tavoli di confronto regionale ed anche in questo caso non si è concretizzato nessun degli affidamenti promessi».

Insomma la posizione dell’Ini è chiara: finora non sono arrivate mascherine, guanti e occhiali protettivi richiesti e promessi dalle autorità pubbliche. E per questo si prepara a fare una denuncia a tutela del personale che il gruppo non intende mandare allo sbaraglio.

In un’altra nota l’azienda evidenzia «la difficoltà di operare senza il supporto pubblico per quanto riguarda gli indispensabili dispositivi di protezione individuali». Inoltre il gruppo evidenzia come su 87 casi di ieri soltanto 13 hanno contratto il virus alla Città bianca, a dimostrazione dell’attenzione con cui è stata trattata l’emergenza e del fatto che «con risorse proprie fin qui ha provveduto a garantire per quanto possibile alla sicurezza degli operatori e alla salute degli ospiti della Rsa». La Città bianca ribadisce che all’interno della struttura verolana attualmente non è consentito entrare né uscire e che i parenti dei degenti non sono ammessi. Il personale di servizio, invece, entra con tutte le precauzioni e le protezioni del caso Covid-19.

 

Gli altri casi

Il sindaco di Trivigiano Ennio Quatrana annuncia il quarto e quinto contagio in paese: «la Asl mi ha comunicato che a Trivigliano ci sono altri due casi di positività al Coronavirus. In totale i casi comunicati ufficialmente dalla Asl sono cinque. Il quadro clinico dei pazienti è stabile. A tutti auguro di cuore una sollecita guarigione. Come da prassi la Asl ha attivato la mappatura dei contatti ed ha adottato le misure necessarie al contenimento».

Nuovi malati sono stati registrati a Paliano, il primo dall’inizio dell’emergenza. Il sindaco Domenico

Alfieri fa un appello alla cittadinanza: «ora più che mai impegno, rispetto e responsabilità».

Altri due casi sono stati segnalati a Ripi.

Per il resto a Cassino si registrano tre nuovi contagi al Santa Scolastica. Ma nessuno di questi è originario di Cassino sono infatti di Sant’Apollinare, Sora e di Pofi e hanno 65, 93 e 86 anni. Sono tutti in isolamento.

Altri tre casi sono invece di Ceprano.

 

RAFFAELE CALCABRINA

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