FONTANA LIRI – La centrale sul mercato. La Uil lancia l’allarme. Possibile vendita a privati dell’impianto dell’ex Propellenti. Colafrancesco: un bene prezioso che va difeso. Appello ai politici

FONTANA LIRI – La privatizzazione? D’accordo. Ma i risparmi assicurati finora al Comune e ai fontanesi che fine faranno? La voce si fa ricorrente: la centrale idroelettrica dell’ex stabilimento Propellenti, ferma ormai da più di un anno, potrebbe presto finire sul mercato. E l’impianto di proprietà dell’Agenzia Industrie Difesa farebbe gola a più di un gestore di energia elettrica.
Uno scenario che non lascia tranquilla la Uil. «La centrale rischia di finire nelle mani dei privati e con lei anche tutti i benefici economici, passati, presenti e futuri, goduti dalla pubblica amministrazione dalla comunità locale», avverte dalla segreteria provinciale della Uilpa Riccardo Colafrancesco.
In pericolo, sostiene, c’è un’importante risorsa non solo per il rilancio dello stabilimento ma per tutto il territorio. In effetti la centrale idroelettrica, che produce energia pulita, fino allo scorso anno ha garantito utili e fatturato all’Agenzia Industrie Difesa. «A mio avviso – spiega Colafrancesco – la centrale andrebbe difesa con una seria manutenzione e l’innesto di nuovo personale per poi farla ripartire nella produzione, garantendo così una liquidità necessaria per ammodernare e sviluppare nuovi progetti per il rilancio del sito, come sta accadendo in altri stabilimenti con i loro impianti vecchi e nuovi e con l’assunzione di giovani».
Ma il futuro dell’ex Propellenti appare quanto mai incerto. «Messa da parte ormai la produzione di propellente e nitrocellulosa – dice Colafrancesco – abbiamo avanzato al direttore generale svariate proposte di produzioni alternative, tutte cestinate, compresa quella recente di poter produrre mascherine e gel disinfettante per dare una mano alla collettività. Abbiamo reparti interi con attrezzature che potrebbero farlo e ci hanno detto ancora una volta no».
Da difendere, dunque, non resta che la centrale idroelettrica.
«Ricordo che qui ci lavorano persone di Fontana Liri, Monte San Giovanni Campano, Arce, Arpino, Sora, Isola del Liri e di tutto il comprensorio, famiglie che aspettano risposte dall’Agenzia Industrie Difesa». Da qui l’appello del sindacalista:
«La politica provinciale, il sindaco e tutte le istituzioni devono farsi carico della situazione e difendere questo bene».

 

Da Ciociaria Editoriale Oggi: Paolo Romano

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