ARCE – Morti in tempo di Covid. Messa e preghiere per l’addio. Don Arcangelo ha celebrato la funzione religiosa. Ventiquattro i cittadini del paese sepolti senza un funerale

ARCE – Il paese si è stretto attorno alle famiglie che hanno perso un congiunto nel periodo di emergenza da coronavirus.
Si è tenuta domenica pomeriggio la commemorazione promossa dall’amministrazione comunale di Arce e dalla parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nonostante la pioggia battente, in molti non hanno voluto mancare all’appuntamento e hanno partecipato alla messa celebrata dal parroco don Arcangelo D’Anastasio nella chiesa parrocchiale. La funzione religiosa si è aperta con i nomi di coloro che sono morti senza la rituale celebrazione funebre e senza la possibilità di essere salutati dai familiari e dagli amici. Ventiquattro sono stati i defunti ad Arce del periodo della pandemia: Natalina Simonelli, Mario Pescosolido, Olga Germani, Giovanni Germani, Eleuteria Grimaldi, Mario Carpentieri, Ugo Sarra, Orlando Lisi, Roberto Coluzzi, Giancarlo Quattrucci, Antonietta Siucco, Caterina De Santis, Luisa Valletta, Antonio Colantonio, Mario Ciolfi, Giuseppa Massari, Maria Mastromattei, Adelia Germani, Santina Germani, Tommaso Carducci, Gesualdo Campanello, Lucia Lucchetti, Donato Pannozzo e Antonio De Santis.
Nella sua omelia, don Arcangelo ha ricordato come il vero cristiano non deve aver paura della morte terrena ma di quella eterna. «La paura è uno dei nemici più brutti della nostra vita cristiana – ha detto il parroco -. Il Papa proprio oggi ci ha ricordato della persecuzione dei cristiani e di come questa sia una realtà dolorosa che attesta però la fedeltà dei testimoni. Tanti in questo periodo di pandemia hanno sofferto per il Vangelo e reso testimonianza con amore, loro sono i martiri dei nostri giorni e forse sono an-che di più dei martiri dei primi tempi».
Al termine della messa ha preso brevemente la parola il sindaco Luigi Germani che ha ringraziato don Arcangelo D’Anastasio per aver subito raccolto l’invito dell’amministrazione comunale. «Era doveroso per noi – ha detto il primo cittadino – promuovere questo momento di ricordo e di preghiera reso possibile grazie alla disponibilità di don Arcangelo. Desidero anche rinnovare le condoglianze a tutte le famiglie che in questi mesi sono state colpite da un lutto: a nome della comunità, vi siamo vicini in questo momento particolarmente difficile».

1589