ARCE – Mollicone, a fine luglio si chiude. Due ore per ricostruire la morte di Serena, le indagini, i depistaggi e una vicenda lunga vent’anni. Si torna in aula il 14 e poi il 24, data in cui si deciderà sul rinvio a giudizio o sul proscioglimento degli imputati

ARCE – Poco più di due ore per ricostruire la morte di Serena, per ripercorrere i passaggi fondamentali di una vicenda ancora da chiarire dopo vent’anni. E per mettere a fuoco, ancora una volta, che le parole del brigadiere Santino Tuzi non possono essere cadute nel vuoto. La prima udienza dalla morte di papà Guglielmo si è tenuta nel pomeriggio, in un tribunale vuoto, quasi surreale. E in questo ultimo giorno di giugno, il giudice ha dato due date fondamentali: quella del 14 e del 24 luglio. Nella prima discuteranno le difese di Quatrale e Suprano. Il 24, invece, a cercare di confutare il quadro accusatorio sarà l’avvocato Francesco Germani che rappresenta l’intera famiglia Mottola. Poi eventuali repliche del pm e la contestuale decisione di rinvio a giudizio o di proscioglimento degli imputati. La procura vuole chiudere.

Pomeriggio di fuoco
I primi a varcare l’ingresso del tribunale sono stati Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano, con le rispettive difese. Poi l’ex maresciallo Franco Mottola, insieme all’avvocato Francesco Germani. Assenti, invece, il figlio Marco e sua madre. «Tranquilli come sempre» afferma Mottola entrando nel palazzo di giustizia, pressato dalle telecamere. E a chi gli ha chiesto del peso di un’udienza “diversa”, vista la morte di Guglielmo, ha risposto che «umanamente gli dispiace» ma che è pronto a difendersi. Subito dopo a entrare è Consuelo, la figlia di Guglielmo, insieme all’avvocato Salera.
«Anche se non c’è più, lui merita di avere giustizia come Serena. Insieme a mio zio e alla famiglia porteremo ora noi avanti la sua battaglia, quella per la verità» ha affermato la sorella di Serena.
«Siamo determinati come sempre. Guglielmo ha avuto fiducia e speranza fino alla fine. Noi lo siamo altrettanto. Saranno i giudici a decidere via via differenti possibili responsabilità. Noi – ha commentato Antonio Mollicone prima di entrare in aula – non voglia-mo transigere sulla verità».

Le discussioni
Poco meno di due ore per cercare di mettere insieme vent’anni di indagini, depistaggi e battaglie. Il primo a prendere la parola, proprio l’avvocato Dario De Santis che con la morte di Guglielmo ha perso, prima di tutto, un amico.
Quaranta minuti quelli impiegati per ripercorrere passaggi cruciali del caso Mollicone, dalla scomparsa di Serena a quello che sarebbe poi diventato uno dei misteri del Bel Paese. Poi la discussione è passata nelle mani dell’avvocato Sandro Salera che, invece, si è soffermato su un aspetto di tipo processualistico: la fase dell’udienza preliminare non è un momento in cui si cercano colpevoli o innocenti, ha ribadito, la valutazione del magistrato deve in questo momento essere tesa a verificare la sostenibilità dell’impianto accusatorio e se lo stesso meriti o meno un approfondimento nella fase istruttoria. Né possono essere lasciate sospese le dichiarazioni di Tuzi: elemento chiave nell’intero caso. Un intervento, dunque, complementare a quello dell’avvocato De Santis. Quindi la parola è passata all’avvocato Federica Nardoni, legale di Armida Mollicone.

 La tensione si scioglie
«Spero di aver detto ciò che Guglielmo avrebbe gradito che venisse ricordato. Spero di essere riuscito a farlo al meglio. E alla fine tutto questo non è altro che la richiesta della cosa più semplice e più complessa da chiedere: giustizia» ha dichiarato l’avvocato De Santis all’uscita dall’aula. Poi ha aggiunto: «Guglielmo merita l’onore del pianto, un onore che va riservato alle persone valorose. Ovviamente merita anche che si riesca a ottenere la verità. L’enorme ritardo nella risposta alla giustizia è già di per sé un’ingiustizia, una sconfitta». «La recentissima morte di Guglielmo, scomparso quasi nello stesso periodo in cui tanti anni prima era morta sua figlia, è stato un ulteriore motivo per accelerare la ricerca della verità» ha sottolineato l’avvocato Nardoni. «Un’udienza sentita, soprattutto per la scomparsa di Guglielmo che ha combattuto con tenacia anzi, che ha dedicato la vita a questa esigenza di giustizia. Noi crediamo molto che ciò possa concretizzarsi» ha aggiunto Salera.
«Come difesa abbiamo già delineato il quadro, siamo convinti che la scelta di arrivare alla decisione entro luglio sia giusta» ha affermato l’avvocato Francesco Candido che, insieme all’avvocato Paolo D’Arpino, difende Quatrale. Anche l’avvocato Germani è dello stesso avviso. Ed è pronto.

 

Da Ciociaria Editoriale Oggi: Carmela Di Domenico

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