ARCE – Guglielmo nel ricordo di tutti. Una messa per papà coraggio. Cento persone presenti alla funzione. L’avvocato De Santis: «Merita l’onore del pianto»

ARCE – Sono trascorsi quasi vent’anni dalla scomparsa di Serena Mollicone, avvenuta il primo giugno del 2001 e il tragico avvenimento è ancora avvolto nel mistero.

Restano (fino a ora) impuniti l’autore o gli autori che hanno tolto la vita a una solare ragazza di soli diciotto anni.

In questo tempo Guglielmo, padre-coraggio, si è battuto, con tutte le sue forze, per avere giustizia. Purtroppo la sua morte, avvenuta il 31 maggio 2020, è giunta prima che potesse conoscere il volto degli assassini della sua adorata figliola. Proprio nel ricordo di un padre combattivo e indomito, ieri pomeriggio, nella chiesa degli Apostoli Pietro e Paolo è stata celebrata una Santa Messa, officiata dal parroco don Arcangelo D’Anastasio. Secondo le limitazioni legate al contenimento dell’epidemia Covid-19, solo cento persone hanno potuto assistere alla funzione religiosa. Come in un ideale e commosso abbraccio molte persone hanno sostato sul sagrato, in piazza Umberto I. Ancora una volta gli arcesi si sono stretti intorno ai famigliari per una parola di conforto. Non è mancata poi la solidarietà dei cittadini provenienti anche dai paesi limitrofi. Nella sua omelia il parroco parlando del nostro maestro Guglielmo ha spiegato che anche le situazioni di estrema sofferenza vanno affrontate con la fede e l’amore. Ha invitato, quindi, alla preghiera mettendo al centro la presenza del Signore.

«Il nostro Guglielmo – ha detto – possa godere la pace e la benevolenza nella grazia del paradiso». Anche il sindaco Luigi Germani si è augurato che Guglielmo, dall’alto dei cieli, possa finalmente avere giustizia. E sullo specifico tema sono riecheggiate le parole dell’avvocato Dario De Santis. Infatti nell’ultima seduta nel tribunale di Cassino, il legale della famiglia Mollicone, con l’amarezza nel cuore, per la perdita di un amico, ha dichiarato che «Guglielmo merita l’onore del pianto, un onore che va riservato alle persone valorose. Ovviamente merita anche che si riesca a ottenere la verità. L’enorme ritardo nella risposta alla giustizia e già di per sé un’ingiustizia e una sconfitta». In ogni caso la sorella Consuelo, lo zio Antonio, la zia Armida e tutti i parenti, non abbandonano certo la ricerca di verità e si battono soprattutto in memoria di papà Guglielmo.

 

Da Ciociaria Editoriale Oggi – Giuseppe Casciano

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