Palazzo di vetro, due condanne – Si tratta dell’ex sindaco Germani e dell’allora responsabile Utc. Assolto Corsetti

ARCE – Palazzo di vetro: una anno e quattro mesi all’ex sindaco e al funzionario dell’ufficio tecnico comunale.
Il giudice Anna Maria De Santis del Tribunale di Cassino ha emesso nel pomeriggio di ieri la sentenza sul centro gestionale della media Valle del Liri di piazza Umberto I. Condannati Luigi Germani, a giudizio in qualità di sindaco all’epoca dei fatti, e Alberto Casciano, ex funzionario responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Arce. Assolto, invece, con formula piena, per non aver commesso il fatto, Iliano Corsetti, presidente dell’Associazione Intercomunale Valle del Liri, difeso dagli avvocati Romano Misserville e Roberto D’Auria. Il giudice ha così accolto le tesi dell’accusa sostenute dal Pubblico Ministero Parlavecchio, ritenendo che nella costruzione dell’opera ci sia stata truffa (art. 640 bis) ai danni della Regione Lazio e della Comunità Europea.
Mentre sono stati stralciati, perche prescritti, i capi d’imputazione relativi all’abuso d’ufficio, falso ideologico e amministrativo. C’è da dire, che il Pubblico Ministero aveva chiesto per i due imputati una condanna ad un anno. Il giudice ha ritenuto, invece, di aumentare la pena riscontrando, evidentemente, delle responsabilità  più contingenti.
La vicenda, è bene ricordare, risale a un progetto esecutivo realizzato nel 2003: nel 2005 l’inizio dei lavori, grazie al finanziamento del primo lotto da parte della Regione, seguito da un vespaio di polemiche sulla sua collocazione e sull’impatto ambientale. Polemiche che poi diedero luogo ad esposti e quindi all’indagine della Procura della Repubblica di Cassino, culminata con il sequestro dell’opera e l’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone avvenuta nel giugno 2007. A febbraio scorso si è tenuta la prima delle quattro udienze che hanno portato alla sentenza di ieri. Nel dispositivo sono contenuti altri importanti elementi. Il primo, senz’altro rilevante per il futuro dell’opera, è il dissequestro della costruzione, quindi l’invio degli atti per quanto di competenza alla Corte dei Conti e il riconoscimento della parte civile (la Regione Lazio) per un eventuale risarcimento danni. Ai condannati, i quali avrebbero già annunciato il ricorso al secondo grado di giudizio, è stata concessa la sospensione della pena.
“Non avevamo dubbi – ha detto invece Roberto D’Auria, legale di Iliano Corsetti – dell’estraneità del presidente Corsetti ai reati contestati. Abbiamo avuto sempre fiducia nella magistratura e pazientemente abbiamo aspettato questo giudizio che ci vede, per quel che ci riguarda, molto soddisfatti”.

1808
Da: Ciociaria Oggi; ---- Autore: Redazionale