A ruba grondaie ‘d’oro rosso’ – Furto milionario. Nel luogo sacro i vandali hanno portato via i discendenti per lo scolo dell’acqua. I Vigili Urbani e i Carabinieri della stazione di Arce sono intervenuti più volte sul posto

COLFELICE – Ladri di… rame all’azione nel cimitero comunale e nei pressi della stazione ferroviaria.
Il luogo sacro è stato preso di mira durante la scorsa settimana. In particolare sono stati asportati i discendenti, appunto in rame, delle grondaie delle varie ali del cimitero. Ma anche la stazione ferroviaria è stata presa d’assalto. Il valore del materiale rubato si aggira intorno ai due milioni di euro.
E’ infatti noto che da qualche tempo il rame è diventato prezioso come l’oro, anzi per questo è definito da tempo “l’oro rosso”. Secondo le stime della Polizia italiana, di notte, cimiteri, chiese, zuccherifici, industrie ma soprattutto linee ferroviarie sono letteralmente depredati di vasi, tettoie, crocifissi e grondaie per essere rivendute e riciclate sul mercato illegale. Il fenomeno sta diventando sempre più preoccupante anche perché le quotazioni di questo metallo sono salite moltissimo. Oggi una tonnellata arriva a costare anche 8 mila euro. Il rame d’altronde – metallo di base utilizzato nell’edilizia, nei trasporti, nell’elettronica e nell’industria – è considerato il miglior conduttore elettrico, dopo l’argento. Non solo; è resistente alla corrosione, robusto e flessibile e può essere riciclato al 100% senza perdere le sue capacità. Diventa quindi ambitissimo sul mercato clandestino dove un chilo di “oro rosso” può arrivare a costare fino a 10 euro e comunque non meno di 7. Il più ricercato a livello di qualità e purezza è il rame della Rete ferroviaria italiana (Rfi) che pertanto è anche il più rubato. Le regioni maggiormente colpite sono Piemonte, Lazio e Campania e in particolare la tratta Torino-Milano e quella dell’alta velocità Roma-Napoli. Molto battute anche le linee Torino-Pinerolo, Caserta-Napoli, Roma-Formia e Roma-Cassino. I danni provocati alle ferrovie italiane da questi furti ammontano all’incirca a tre milioni di euro l’anno per non parlare dei forti disagi provocati ai passeggeri, principalmente ritardi o blocchi sulla linea. Per quanto riguarda la sicurezza fisica di chi prende il treno si può stare tranquilli: non c’è pericolo di incidenti. La sottrazione dei cavi in rame, infatti, fa scattare i meccanismi di sicurezza che interrompono il circuito, bloccando la corrente e quindi la linea, per il tempo necessario alla riparazione dei guasti.
I Vigili Urbani e i Carabinieri della stazione di Arce sono intervenuti più volte sul posto dopo la segnalazione effettuata dal Comune di Colfelice. Raid e sopralluoghi per tentare di individuare i possibili autori dei furti sono stati effettuati anche durante le ore notturne, evidentemente le prescelte da questi strani ladri per l’assenza di occhi indiscreti nei dintorni.

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