‘Accozzaglia politica senza colore’ – E affonda ancora: è Gianfranco Germani il vero sconfitto delle urne

ARCE – «Simonelli e Germani hanno perso, ancora una volta, l’occasione per tacere e non aggravare la loro situazione. A questo punto inizio a pensare seriamente che i due siano affetti da qualche particolare forma di autolesionismo politico». Parole del capogruppo del PdL Sara Petrucci che torna a rispondere, punto su punto, alle dichiarazioni del vicesindaco Lucio Simonelli e del presidente del consiglio comunale Gianfranco Germani. «Affermare – scrive la Petrucci in un comunicato – che io non avrei trovato posto in una delle liste civiche che si stavano costituendo è davvero deleterio. È stranoto – spiega – che in quelle settimane è stato raschiato il fondo del barile pur di trovare qualcuno da mettere in lista. A testimonianza di ciò, basta ricordare che in alcuni casi hanno candidato persone con rapporti di parentela diretta, tanto l’importante era salvaguardare i feudi elettorali di alcuni “intoccabili”. A me – sottolinea ancora la dirigente azzurra -  non è mai interessato candidarmi in una di queste accozzaglie senza un discorso politico e programmatico serio alla base. Le mie valutazioni, a differenza di chi mi accusa, non erano mirate a salire sul carro del vincitore. Non ci vogliono grandi analisti per capire che la nostra lista non aveva ambizioni irraggiungibili, ma una missione precisa di ridare orgoglio e dignità a quanti non avrebbero mai sostenuto chi si era reso politicamente responsabile del fallimento amministrativo del paese. Un fallimento denunciato più volte dagli stessi Simonelli e Germani quand’erano all’opposizione e che ora continuano a denunciare a mezza bocca, senza rendersi conto che forse prima dovrebbero chiedere dov’era, e soprattutto cos’ha fatto, il loro sindaco durante tutto questo sfacelo. Sui risultati delle passate consultazioni – prosegue – i due signori omettono di dire che a capo di queste liste c’erano due ex sindaci e che nei loro raggruppamenti c’erano, a vario titolo, amministratori di lungo corso, non certo paragonabili ai giovani candidati nel 2009 dal PdL. Le illazioni poi di essere stata presentatrice nel 2004 della lista Rinnovamento Democratico capeggiata dal dottor Mario Colafrancesco, mi danno l’occasione per ribadire due semplici concetti poco cari ai consiglieri “liberati” che ancora, purtroppo, faticano a comprendere. Il primo, è che nel 2004 Alleanza Nazionale fece, per tramite del suo segretario, un accordo politico programmatico e, per di più, io non ero candidata (ricordo anche che il federale di An del tempo presentò la lista in un pubblico comizio). Il secondo, è che semmai in quella competizione fosse stato presente il mio partito con il proprio simbolo, io non avrei esitato un attimo a mettermi a disposizione! Volendo ancora insistere sul discorso dei risultati elettorali, invece, perché non si dicono le cose come stanno realmente? Se c’è uno sconfitto in assoluto in questa consultazione elettorale, questo ha solo un nome: Gianfranco Germani. Gli elettori lo hanno sonoramente ridimensionato. Nel 2004 si posizionò al quarto posto mentre a giugno scorso è arrivato soltanto nono. Tanto da non rientrare clamorosamente nei primi sei assessori, si è dovuto accontentare del ruolo di presidente del consiglio comunale, magnanimamente concesso dai suoi compagni di maggioranza. Infine, voglio rassicurare Simonelli e Germani che personalmente non ho mai messo in dubbio il risultato elettorale. I cittadini mi hanno assegnato un ruolo che intendo non disattendere e di certo non mi fermerò di fronte a chi ancora pensa di amministrare sugli allori. Se i due consiglieri – avverte ancora la Petrucci – si sentono come Alice nel paese delle meraviglie, forse è il caso di ricordargli, quando continuano a sostenere di rivedersi nel Pdl, che sono in amministrazione con un sindaco e due assessori dirigenti del Pd e un assessore segretario politico dei Comunisti Italiani. Sarà forse il primo caso in Italia. – Conclude sarcastica – Sarà forse l’unica cosa clamorosa nella loro vittoria».

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