Acqua – Dopo la mozione Nardone chiede il ‘conto’

ARCE – Tre domande sull’acqua pubblica e sui motivi che hanno portato parte dell’amministrazione Simonelli a non votare la mozione presentata dall’assessore Colantonio.
Sono quelle poste dal consigliere di minoranza Gianni Nardone, all’indomani delle precisazioni dell’assessore all’ambiente sull’astensione del sindaco e sul risultato della mozione.
«Analizzando il voto di giovedì scorso – scrive Nardone in una nota – è evidente che tutti i nodi politici e personali di questa amministrazione stanno arrivando al pettine. Sull’intera questione riguardante il servizio idrico – ha aggiunto – mi piacerebbe avere un confronto pubblico. Ma poiché immagino che ciò non avverrà, desidero porre tre interrogativi che spero trovino una risposta. Il primo – chiede il capogruppo – è una considerazione che nasce dal fatto che entro fine anno si terrà una riunione della Conferenza dei sindaci, organismo che sarà chiamato a stabilire la nuova tariffa in aumento dell’Ato 5. Ebbene, quale sarà la posizione del comune di Arce visto che la proposta di adeguamento non sarà inferiore ad almeno 1.47 euro? Perché il sindaco di Arce, secondo un suo ragionamento che rispetto ma non condivido, si è astenuto sul voto a causa di una sua presunta incompatibilità etica rispetto ad una scelta politica, mentre il presidente del consiglio comunale, che dovrebbe essere il garante di tutti, ha tranquillamente votato? Ed infine, perché ci si ostina a dire che in maggioranza va tutto bene, quando il rifiuto della mozione da parte di pezzi della stessa è stato un preciso segno di sfiducia nei confronti dell’assessore Colantonio?»

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