Affaire stadio, ha vinto Petrucci – In campagna elettorale la vicenda giudiziaria era stata motivo di accesi scontri

ARCE – Affaire campo sportivo, per il tribunale ha ragione la Petrucci. Comune condannato a rifondere le spese processuali.
Il giudice Andrea Petteruti del Tribunale Ordinario di Cassino ha depositato, nella giornata di ieri, la sentenza sulla questione legata al campo comunale Casilino. Il dispositivo respinge definitivamente la domanda di rientro in possesso avanzata dal Comune di Arce nel maggio 2006 e, contemporaneamente, oltre ad estromettere dal giudizio il consigliere Petrucci, ha condannato l’ente municipale, nella persona del sindaco pro tempore, al risarcimento di euro 4.500 per i diritti e gli oneri sostenuti.
Un duro colpo per l’ente di via Milite Ignoto, che ha così clamorosamente perso il braccio di ferro giudiziario instaurato dall’allora amministrazione guidata dal sindaco Corsetti. La vicenda risale alla primavera del 2005, quando avvenne il cambio di proprietà di un terreno adiacente il campo sportivo. Nella particella in questione ricadeva anche una parte del campo da gioco e degli spogliatoi della struttura, tanto da spingere i nuovi proprietari, mappe catastali alla mano, a rivendicare la proprietà. Il comune di Arce, dal canto suo, non volle riconoscere la nuova situazione sostenendo un’acquisizione per usucapione. Le condizioni di pericolosità in cui versava la struttura, però, spinsero i nuovo proprietari ad effettuare un transennamento dell’area con lo scopo di scongiurare qualsiasi responsabilità derivante dall’utilizzo della stessa. Il campo, infatti, come risulta anche da alcuni sopralluoghi eseguiti dalla Polizia locale, versava in uno stato di abbandono e incuria dovuti alla totale assenza negli anni di manutenzione ed interventi minimi tali da consentirne l’uso. In seguito, il sindaco Corsetti emise un’ordinanza di sgombero che non produsse però alcun effetto, costringendo l’ente comunale a rivolgersi al tribunale di Cassino per ottenere il rientro in possesso dell’area. A dicembre 2008, il giudice respinse la richiesta d’urgenza dell’avvocato del Comune, rinviando il tutto alla sentenza definitiva, arrivata poi in questi giorni.
L’intera vicenda, ha però un importante risvolto dal punto di vista politico. In occasione dell’insediamento del nuovo consiglio comunale, tutta la maggioranza, con un documento proprio, sollevò sul contenzioso l’incompatibilità della neoeletta Petrucci, avviando la procedura per la decadenza della carica. Il fatto catalizzò per alcune settimane il dibattito politico locale. Alla fine in consigliere Petrucci chiese l’estromissione dal giudizio, in quanto non più proprietaria, riuscendo in questo modo a non far votare dal Consiglio l’incompatibilità. Lo steso argomento, in campagna elettorale, aveva in più occasioni acceso gli animi, dando l’impressione che dietro l’intera vicenda non ci fosse solo la tutela di un bene in passato fruito dalla collettività, ma probabilmente anche qualche strumentale obiettivo politico.
 

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