Ancora sulla Fiera di Sant’Agostino – Il pensiero di Gianni Nardone. Il comunicato integrale della nota

«Apprendo con sommo piacere che l’ennesimo tentativo di spostare la sede della fiera di Sant’Agostino prevista per fine del mese di agosto è stato reso vano grazie all’opposizione del Comitato Festeggiamenti ed all’intervento sul sito Arcenews.it del Sig. Bernardo Di Folco che spiegava perché non può essere di nuovo spostata. Debbo verificare con particolare imbarazzo che sistematicamente quando si avvicina agosto iniziano ad apparire notizie sui media locali relative al presunto spostamento della fiera suddetta ed addirittura nei giorni scorsi è stata convocata una riunione con il comitato festeggiamenti per valutare questa ipotesi che da quanto ho appreso da fonti ben informate non si è verificata e la fiera resta al suo posto in quanto Via Monsignor Marciano è stata riconosciuta come il  luogo attualmente più indicato.

Pur apprezzando l’attivismo dell’amministrazione comunale e del consigliere delegato al Commercio, Annalisa Quattrucci, trovo perlomeno incongruente riproporre per il secondo anno consecutivo lo spostamento di una manifestazione che negli ultimi anni ha ricevuto particolari apprezzamenti da parte dei cittadini di via Borgo Murata. Debbo aggiungere che lo scrivente allo stato è l’unico consigliere comunale espressione della località Murata e siccome sono stato eletto senza vincolo di mandato da molti cittadini arcesi di cui diversi di Borgo Murata, ritengo doveroso esprimere il mio pensiero in merito suggerendo all’attuale maggioranza che prima di prendere decisioni così importanti per la realizzazione di tali manifestazioni, sarebbe opportuno ricorrere allo strumento della democrazia diretta facendo esprimere ad esempio i cittadini delle contrade interessate con un referendum ovviamente di tipo consultivo. Credo che il più corretto strumento di democrazia sia sempre il voto popolare per cui la decisione di dove far svolgere la tradizionale fiera di Sant’Agostino sia lasciata ai residenti della Valle e di Borgo Murata.

Se poi alla fine non si vuole fare ciò, forse come dice quella vecchia volpe del senatore Andreotti: “che a pensar male degli altri si fa’ peccato ma spesso ci si indovina”. Non vorrei dover pensare che tutto il rumore creato per nulla relativo al presunto spostamento, era un segnale ai cittadini di Borgo Murata che mi pare hanno espresso un voto contrario all’attuale maggioranza consiliare nelle elezioni dello scorso anno».

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