‘Arce ‘ignorata’ anche sui segnali per il museo Gente di Ciociaria’ – Ancora una dura nota indirizzata al Sindaco

«Arce come la Bagdad di Saddam Hussein».
Ancora una dura nota indirizzata al sindaco Roberto Simonelli e a tutta la giunta municipale da Iliano Corsetti. Il presidente dell’associazione intercomunale “Valle del Liri” è tornato ad attaccare il ruolo «dominatore» di Dino Giovannone in qualità di presidente della XV Comunità montana.
Lo fa, strigliando ancora una volta l’amministrazione comunale, incapace, a suo dire, di far rispettare i diritti del comune di Arce e dei cittadini arcesi. Sotto il bersaglio di Corsetti, dopo la querelle sulla sede del Comando del Corpo Forestale dello Stato, sono finiti questa volta le insegne del museo “Gente di Ciociaria”. In tutti i cartelli messi in prossimità degli ingressi della struttura di corso Umberto i non è mai riportato il comune di Arce che è ente proprietario dell’immobile, mentre è sempre riportata sotto il nome della XV Comunità montana di Arce la scritta “presidente: professor Dino Giovannone”. «Ci sono i loghi della Comunità montana – ci dice Corsetti – quello dell’Unione Europea, della Regione Lazio, c’è la denominazione del finanziamento Docup, i coordinatori del museo, dove chiedere le informazioni per le visite ed infine l’onnipresente dicitura “presidente, professor Dino Giovannone”. Perché – si chiede l’ex consigliere comunale – non c’è il logo del Comune di Arce che ne è proprietario? Quando mai si è visto su un insegna di un museo il nome di un presidente di un ente ripetuto sempre a carattere cubitali? Che senso ha tutto ciò?».
Di qui la missiva inviata martedì scorso al primo cittadino di Arce. «Ritengo doveroso segnalare – si legge nella lettera di Corsetti – che ancora permangono a ridosso del centro storico di Arce, alcune insegne-gigantografie relative al museo “Gente di Ciociaria” dove non compare mai la scritta Comune di Arce ma è bene evidenziato, non si capisce a che titolo, il nome e il cognome del presidente della XV Comunità montana. Ritengo che tutto ciò – si conclude nella nota – sia una palese offesa a tutti i cittadini di Arce, che sanno bene di non vivere nella Bagdad di Saddam Hussein».

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