Arce – Sermoneta 2-1 – Quanta fatica per raggiungere una salvezza che poteva essere archiviata già da tempo, una buona squadra che con un po’ più di umiltà poteva competere a ben più alti livelli, l’auto-attribuzione da parte di qualcuno di essere fuoriclasse, spesso porta solo a spaccare gli spogliatoi e a magre figure come in tante occasioni

Arce: Leonetta, Capobianco, Parisi (51° Della Bona), Iori, Cappelli, Neri, Massari C., Evangelista (88° Bianchi), Laviola, corsetti, De Angeli (75° Tasciotti). A disp.: Pesce, Di Vito, Guida, Della Bona, Tasciotti, Bianchi Colella. All. sig. Ciardi

Sermoneta: Marinelli, Ltaief, Ponzo,Bulboaca, Dongu (46° Cifra), Cappelletti (58° Piras), Fiaschi, Cherubini (46° Birk) Lubirati, Maggi, Kibangou. A disp.: Pastro, Birg, Yang-ce, Piras, cifra, Marangon, Notarpietro. All. sig. Givannelli.

Marcatori: 2° Corsetti, 85° Maggi, 94° Corsetti (rig.)
Ammoniti: (Arce)Neri, Massari C. – (Sermoneta) Cappelletti
Arbitro: Marino di Roma 1

Si comincia subito con l’idea della facile vittoria, infatti al primo affondo, 2° minuto Corsetti riceve da Laviola in un bello scambio sulla tre-quarti  di fascia sinistra, si accentra sul vertice dell’area ed entra battendo sul portiere in uscita beffandolo sul palo opposto rasoterra. Pare tutto semplice, le occasioni si susseguono ma non con la giusta convinzione. Nella mezz’ora successiva si va vicini al raddoppio, ma non è la sfortuna a far mancare il punto, ma la troppa sufficienza in conclusioni che potrebbero essere elaborate diversamente e  subendo le ripartenze degli ospiti che per il momento concludono ancora meno dei giallo-blu, ma già nel finale di tempo la punta avanzata Lubirati fa venire i brividi mettendo di poco al lato servito da Fiaschi in azione dalla destra, si va al riposo.
Il rientro sembra dare l’impressione al numeroso pubblico presente al L. De Santis, che si voglia chiudere il discorso, ma non è così; gli ospiti operano due cambi, Birk e Cifra al posta degli acciaccati Dongu e Cherubini, cominciano così a Macinare gioco che chiudono l’Arce nella propria area di rigore, come se fossero loro ad aver bisogno del risultato tra le urla a squarciagola di mister Ciardi sulla tribuna squalificato. Le ripartenze dell’Arce sono relegate alla sola fascia di destra come i vecchi schemi di una volta tra le lamentele dell’isolato De Angelis che non riceve palloni giocabili, si va avanti  a contare le azioni da goal degli ospiti temendo il pareggio da un momento all’altro. Infatti arriva puntuale, è difficile prevedere altro in quelle condizioni; al 40° nell’ennesima ripartenza, anche un po’ confusa degli ospiti, la difesa commette finalmente l’errore giusto, si perde palla nella tre-quarti centrale, Lubirati si libera bene da bravo calciatore  e picchia forte ma va stamparsi sul palo alla destra di Leonetta, la palla torna in campo riprende un po’ fortunosamente Maggi che va in  goal per il pari. La solita beffa in finale di gara cercata e meritata come accade, ormai in molte delle ultime gare che hanno riportato l’Arce nella zona di classifica che poteva benissimo essere evitata. Abbiamo comunque anche noi qualche santo che ci protegge, tra i cross inconcludenti nell’area degli ospiti a tentare l’impossibile c’è lo sfortunato neoentrato Piras che nel respingere un innocuo pallone da solo, se lo porta sulla mano a braccia larghe sotto gli occhi del pur bravo ed attento arbitro, sig. Marino di Roma 1, calcio di rigore insperato ma utilissimo alla causa, va Corsetti sul dischetto  e spiazza il povero Marinelli per il vantaggio definitivo dell’Arce che va a prendersela con il compagno di gioco che aveva causato il fattaccio. L’Arce, nel bene e nel male, mette quattro punti di distanza alla diretta concorrente pro-calcio-Fondi prossima avversaria di domenica prossima che potrebbe darci la matematica salvezza mettendo fine a questo tribolato finale di campionato evitando la lotteria dei play-out.

 

 

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