Aut aut della Corte dei Conti – L’Amministrazione avrà a disposizione 90 giorni per invertire il trend negativo

ARCE – L’ombra della Corte dei Conti sul consiglio comunale.
Il Comune di Arce è oggetto, ancora una volta, della magistratura contabile del Lazio. La Corte ha inviato in data 30 dicembre 2009, una deliberazione di «rilievo per gravi irregolarità», assegnando 90 giorni all’amministrazione comunale per «ricondurre la gestione nell’ambito di criteri di correttezza contabile e di sana gestione amministrativa». La comunicazione è stata resa nota dal presidente del consiglio comunale, Gianfranco Germani, al termine della seduta di lunedì scorso. Un grave provvedimento che potrebbe compromettere l’equilibrio finanziario dell’ente e il conseguente non rispetto del patto di stabilità. Il dibattito in consiglio, però, si è acceso dopo la lettura del provvedimento, quando Sara Petrucci, consigliere di opposizione del Pdl, ha sollevato alcuni interrogativi sul comportamento dell’amministrazione sulla vicenda. «Mi chiedo perché – ha detto l’esponente del Pdl – solo oggi dopo due mesi e mezzo si è portato in consiglio questo documento. Ci sono stati altri due riunioni utili, ma non c’è stato detto nulla. Questa – ha affondato – è la vostra trasparenza». Poi la Petrucci ha fatto notare che l’assenza in aula dell’assessore al bilancio Marco Marzilli su un tale argomento fosse molto grave. «A chi dobbiamo chiedere delucidazioni – ha ripreso – su quello che sta succedendo alla Corte dei Conti? Marco Marzilli non era all’epoca dei fatti assessore competente nella giunta Corsetti? Che cosa ne sa lui di questo “buco” di 470mila euro? Ed ancora, come nuova amministratrice mi si vuol spiegare a che cosa si riferiscono queste gravi irregolarità?» Domande a cui il presidente Germani e il vicesindaco Simonelli hanno cercato di rispondere in maniera pressoché evasiva. In realtà la vicenda risale al 2007 e nel luglio scorso sarebbero stati sentiti l’assessore Marzilli, il responsabile del servizio, mentre il sindaco Simonelli avrebbe inviato delle controdeduzioni. Quello che si contesta al Comune è sostanzialmente racchiuso in 4 punti. Il primo, riguarda il mancato patto di stabilità che l’ente, secondo la Corte, non ha conseguito in quanto ha effettuato pagamenti «per debiti fuori bilancio e acquisizione di beni e servizi al di fuori delle procedure di legge» e in assenza anche di una «rigorosa programmazione economico-finanziaria». Il secondo, invece, è riferito all’utilizzo irregolari di fondi vincolati. Sarebbero, infatti, state utilizzate per spese correnti (per circa 283mila euro) somme accreditate dalla Regione Lazio, vincolate per opere pubbliche e mai ricostituite. Tre, la Corte ha segnalato che le anticipazioni di cassa (per circa 187mila euro) sono state utilizzate come «prassi costante di finanziamento» e non come strumento eccezionale di breve periodo. In ultimo, la mancata destinazione delle somme derivanti dalle sanzioni pecuniarie per violazione del codice della strada a quanto imposto dalla normativa. Insomma, una vera e propria bomba ad orologeria. Entro il 30 marzo, l’ente dovrà comunicare alla Sezione regionale di controllo le misure adottate per ricondurre la gestione nell’ambito della correttezza. Se così non fosse, il prossimo bilancio economico potrebbe sancire il dissesto delle casse comunali. Gli amministratori, a margine della seduta, si sono affrettati a chiarire che il tutto è riconducibile al passato e che l’attuale gestione sta salvaguardando scrupolosamente il rispetto delle norme finanziarie, non ricorrendo ad anticipazioni di cassa e debiti fuori bilancio. C’è da ricordare, però, che Roberto Simonelli e Marco Marzilli rivestivano entrambi incarichi anche nella passata giunta (l’uno era vicesindaco e l’altro assessore al bilancio).

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