Belli, presentato il ricorso alla Corte di Strasburgo – Intanto Suprano è stato l’unico a sottoporsi al prelievo del Dna

ARCE -  Carmine Belli ha presentato ricorso, tramite il suo legale l’avvocato Eduardo Rotondi, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per ottenere l’equo indennizzo dei 17 mesi trascorsi in carcere.
Il carrozziere di Arce, in un primo momento accusato e arrestato per l’omicidio di Serena Mollicone ma poi scagionato da ogni accusa, ha terminato l’iter italiano per il risarcimento dei danni del lungo periodo trascorso ingiustamente in carcere.
Un indennizzo che la Quarta Sezione della Corte di Appello di Roma ha fissato nella somma di 160mila euro, prima concessa e poi annullata dalla Cassazione. Così, terminato il percorso giuridico nello stato italiano, Belli ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo che ora dovrà valutarne l’ammissibilità, anche se, come ha sottolineato lo stesso avvocato difensore, la percentuale dei ricorsi ammessi alla Cedu non supera il linea di massima il 30 per cento.
Intanto, per quanto concerne le indagini sull’omicidio di Serena, nella giornata di martedì scorso l’unico dei sei indagati che si è volontariamente sottoposto al prelievo del Dna presso i laboratori della Polizia scientifica di Roma è stato il carabiniere Francesco Suprano, difeso dallo stesso avvocato Rotondi, insieme al legale Emiliano Germani. Consulenti di parte sono il criminologo Carmelo Lavorino  e il genetista Saverio Potenza.

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