Bortone: «Rimosso da Patrizi senza alcun tipo di confronto» – La polemica: «Il reggente della provincia ha saputo solo aumentare la Tosap io ho risanato le casse dell’Ente avuto in gestione»

ISOLETTA D’ARCE – Giorgio Bortone difende il suo operato e attacca Giuseppe Patrizi. L’ex commissario della Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico interviene sulla revoca ricevuta nei giorni scorsi dal reggente della Provincia. Secondo Bortone, i rilievi mossi nei suoi confronti e alla base del provvedimento non sarebbero fondati. «Patrizi – scrive l’ex commissario di palazzo Rescigni – non sa più che cosa inventarsi ed è abituato ad agire senza alcun confronto politico-amministrativo cosa, al contrario, assolutamente necessaria. Mi rivolgerò all’autorità giudiziaria competente per verificare eventuali reati di diffamazione a mio danno. Il commissario Patrizi – rincara Bortone – governa senza alcun controllo in Provincia, ma d’ora in poi comincerò a controllare il suo operato. E’ stato capace soltanto di applicare un inaccettabile aumento della Tosap ripristinandola, quando invece il presidente Iannarilli l’aveva soppressa. Per quanto mi riguarda, io ho risanato le casse della Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico; ho recuperato i numerosi crediti in sospeso e ho realizzato numerose iniziative ambientali. Grazie alla qualità di molti progetti da me presentati alla Regione Lazio, che ringrazio, ho ottenuto finanziamenti importanti che hanno permesso lo sviluppo socio-economico e ambientale di tutto il territorio interessato. Inoltre, aspetti Patrizi a cantare vittoria perché ho presentato ricorso al Tribunale Amministrativo di Latina che sarà discusso il 19 dicembre prossimo». Bisogna rilevare che proprio il Tar, giovedì scorso, si è pronunciato sulla richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Bortone, ritenendola di non doverla accogliere in quanto non sussisterebbero le condizioni per concedere la misura cautelare. Tantomeno, per il danno lamentato non si configurerebbe una situazione di estrema gravità e urgenza tale da non attendere la pronuncia nel merito fissata per il 19.

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