Calcagni fuori dalla giunta – Non ancora del tutto definita la posizione del responsabile dell’ufficio tecnico

Dunque il dado è tratto: dopo una lunga e accesa riunione di maggioranza nel pomeriggio di giovedì 3 marzo il sindaco di Arce Simonelli ha accettato le dimissioni di Emanuele Calcagni che lo scorso 1° marzo aveva protocollato una nota con la quale certificava la restituzione delle deleghe assessorili ai Lavori pubblici e all’Urbanistica. Una riunione fiume, quella svoltasi nelle stanze del comune giovedì, che non ha mancato di accentuare malumori e destare perplessità negli stesso componenti della maggioranza. A qualcuno, infatti, sembra assai strano che le dimissioni di Calcagni siano state rapidamente accettate mentre quelle dell’architetto Valletta sono ancora in sospeso. Si vocifera, anzi, che ci sia l’intenzione di far rientrare il tecnico con condizioni professionali ed economiche migliori. Sembra quasi, a voler essere maliziosi, che la mossa sia stata studiata ad arte per eliminare il "problema" Calcagni dopo mei di insofferenza da ambo le parti. Altra cosa poco digerita tra i colleghi di Calcagni è il mancato rispetto, di fatto, della volontà espressa nella riunione di maggioranza di lunedì di effettuare un bando pubblico per l’assunzione di un tecnico a tempo pieno che svolgesse le 36 ore settimanali garantendo presenza costante in un ufficio importante come quello dell’area tecnica. Non fa mancare la proporia voce in questa bagarre il coordinatore del Pd di Arce Carlo Delli Cicchi che sostiene: "Non sono a conoscenza degli accordi intercorsi tra il sindaco Simonelli e l’assessore Calcagni per cui,pur esprimendo solidarietà all’ormai ex assessore, non posso intervenire esprimendo un parere su atti che non sono mai stati ufficializzati. Posso invece dire che il Partito Democratico approva totalmente la scelta di assumere un tecnico a tempo pieno, così come stabilito nella riunione di lunedì 28 febbraio, poichè ci sono in ballo cantieri e finanziamenti importanti che devono essere seguiti con la dovuta attenzione. Con ciò – chiosa Delli Cicchi – non voglio dire che l’architetto Valletta, per il quale nutro una profonda stima, non fosse in grado di svolgere tale lavoro, riconosco semplicemente, come lui stesso ha fatto nella missiva con cui rassegnava le dimissioni, che un lavoro part time non garantisce tempo sufficiente a seguire tutte le pratiche. Bene fa l’amministrazione a nominare un nuovo tecnico full time, sarà, questa, l’occasione per dare quella svolta tanto cercata e necessaria all’ufficio tecnico". Quella di Delli Cicchi è una presa di posizione chiara, che non lascia adito a possibili ripensamenti, per lo meno da parte del partito di  cui il sindaco è espressione, rispetto ad una situazione già acclarata come le dimissioni di Valletta. Certo è che, qualunque strada decida di percorrere Simonelli, che si tratti di rispettare la volontà della sua maggioranza o di cambiare rotta, i tempi sono stretti perché scegliere fra un tecnico a tempo pieno, migliorare la retribuzione di Valletta o ripristinare la situazione così com’era fa una certa differenza in fase di bilancio e il termine del 31 marzo, data in cui il documento di programmazione finanziaria deve essere presentato, è sempre più vicino per cui non si può temporeggiare oltre.

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