Calcagni, in due ‘tranche’ il sindaco accetta le dimissioni e toglie l’assessorato – La revoca del sindaco gli è stata fatta recapitare da un vigile urbano

 

ARCE – «Dimissioni accettate senza riserva alcuna!».
Anzi, seguite pure dalla revoca dell’assessorato.
Prima una nota lapidaria, che il sindaco Roberto Simonelli ha fatto notificare, ieri nel primo pomeriggio, al consigliere Emanuele Calcagni e nella quale accettava senza riserva alcuna la restituzione delle deleghe. Poi, in seconda battuta, una doccia ancora più fredda: l’estromissione dalla Giunta.
E così, Simonelli sembra aver preso, come si suol dire, la palla al balzo per liberarsi dell’assessore “birichino”. Tanto che nella giunta di ieri pomeriggio, Calcagni non è stato convocato. L’atto formale di revoca è giunto a poche ore di distanza.
«Prendo atto della nota del sindaco – aveva infatti detto Calcagni prima di ricevere la seconda comunicazione – ma rimango in attesa che lo stesso formalizzi la revoca».
Revoca che, in effetti, è poi arrivata nel tardo pomeriggio di ieri allo stesso ormai ex assessore, tramite nota scritta che il sindaco ha fatto recapitare da un agente della Polizia locale. Nessuna spiegazione, però, è contenuta nella missiva che, di fatto, si limita semplicemente a chiarire che si tratta di una vera e propria estromissione dalla Giunta.
«Con la mia lettera del primo marzo scorso – aveva tenuto a spiegare Calcagni poco prima di essere “defenestrato” – ho restituito le deleghe in materia di Urbanistica e Lavori pubblici perché queste costituivano solo un ruolo di facciata. Il sindaco, di fatto, non ha mai trasmesso né ceduto funzioni o poteri in queste materie e non mi sembrava utile per nessuno e soprattutto per correttezza verso i cittadini arcesi che ora devono sapere come stanno le cose. Si pone – ha aggiunto ancora l’ex assessore – una questione di rispetto del risultato elettorale. Comunque, a parte queste considerazioni, è evidente che il sindaco vuole mantenere per se certi poteri in quanto probabilmente è fermo al ventennio ed è convinto di essere un podestà. Nei prossimi giorni valuterò il da farsi, anche in vista di un primo consiglio comunale. Sono sicuro – ha concluso Calcagni – che se ne vedranno delle belle».

 

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