Cantine di S.Martino. Artigianato e cucina s’incontrano ad Arce – Comincia questa sera la settimana dedicata all’enogastronomia locale

ARCE – Cantine di San Martino, stasera alle 19 il via all’attesissima kermesse eno-gastronomica. E’ tutto pronto al centro storico di Arce per il taglio del nastro della settima edizione della festa popolare dedicata al vino novello, ai piatti della tradizione della Valle del Liri e all’artigianato locale. 
Dopo una settimana caratterizzata dal forte maltempo e dalle continue allerte idrogeologiche, le previsioni del weekend promettono una due giorni di sole e clima gradevole. Un tempo ideale, dunque, per gustarsi un appuntamento che, ormai da anni, attira ad Arce diverse migliaia di partecipanti. Ben cinquantadue le cantine allestite e curate dalla laboriosità e fantasia di altrettanti gruppi, tra cui associazioni e comitati di zona. Dietro  l’evento di quest’anno, oltre al rinnovato patrocinio del comune di Arce, c’è una nuova organizzazione coordinata dall’associazione Viviamo Arce e coadiuvata dai gruppi del Murata Street Sound e dei Vespisti Arcesi. Alle ore 19, nella piccola piazzetta dedicata a Federico Grossi, luogo, in cui fino al 1910 aveva sede la casa comunale, si terrà il taglio del nastro alla presenza delle autorità del paese. Subito dopo sarà possibile visitare il mercatino dell’artigianato e gustare circa novanta ricette della tradizione. Dando uno sguardo al percorso da seguire, invece, quello proposto in questa edizione risulta ulteriormente ampliato rispetto a quello del 2013. L’itinerario a suon di piatti e prelibatezze tipiche, si snoderà come sempre nel centro storico del paese, a partire da Piazza Umberto I per poi toccare le caratteristiche piazzette Federico Grossi, Tronconi, Due Pini, Di Mezzo, Santa Maria e via Manfredi. 
Veramente ampia l’offerta eno-gastronomica proposta. Si va dalla minestra con il pane sotto alle pizzelle fritte; dal pacchero “chiatto” (con patate e guanciale) alle zuppe di zucca, farro e legumi. Ed ancora risotto ai funghi porcini e zucca; orecchiette alle cime di rapa; pappardelle al cinghiale; scettela di baccalà; polpette di verdure al cartoccio; stesa al pomodoro; caciocavallo impiccato. Senza dimenticare i piatti più tradizionali come la polenta (proposta con diversi condimenti), la pasta e fagioli  gli gnocchi con le spuntature di maiale, gli arrosticini di pecora, la trippetta, vari panini con salumi e formaggi ciociari, le immancabili caldarroste per finire con una decina di dolci. 
Insomma ce n’è per tutti i gusti per una manifestazione che ha tra gli intenti primari quelli di rappresentare un’occasione per venire ad Arce ed apprezzare lati molto spesso sconosciuti del paese. In caso di forte maltempo la manifestazione verrà rinviata al weekend prossimo del 15 e 16 novembre.

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