Carte bollate in Municipio – L’amministrazione avrebbe già proposto una transazione

 

ARCE – Il comune nomina un legale contro un proprio dipendente ed è polemica. 
Aveva chiesto il riconoscimento di alcune differenze retributive maturate dal settembre 2004 al dicembre 2009, per un importo complessivo di circa cinque mila euro. Il giudice del lavoro aveva già condannato il Comune a pagare quanto dovuto per gli anni precedenti, includendo anche le spese legali sostenute dal dipendente. Ora l’amministrazione aveva cercato di evitare un nuovo giudizio proponendo una transazione nella quale avrebbe voluto non riconoscere gli oneri legali. Proposta questa che ha fatto saltare la possibilità di accordo e spinto la giunta a nominare un legale che costerà, nonostante la parcella stimata sia al disotto dei minimi tariffari, duemila euro oltre agli oneri derivanti. La polemica, però, si è sviluppata attorno all’opportunità di costituirsi nel giudizio e rischiare, come è già avvenuto, una nuova condanna sia per le differenze retributive che per le spese legali del ricorrente al quale andranno aggiunte quelle dell’avvocato nominato dalla giunta. Insomma, se da un lato l’ente comunale ha il dovere di difendersi, dall’altro ci sarebbe anche quello di valutare attentamente i rischi, compreso quello di andare a spendere ulteriori somme delle casse comunali, ultimamente già provate. Del resto, questa amministrazione ha più volte ribadito la propria volontà di ridurre il contenzioso e di cercare di ristabilire un clima migliore anche con i propri lavoratori. Questa vicenda, invece, sembra andare nel senso opposto riportando alla mente tempi passati, ma poi, alla fine, non tanto differenti.

 

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