Caso Riserva Naturale – Anche l’ex presidente Antonio Fraioli giudica la situazione

ARCE  – Anche l’ex presidente ragionier Antonio Fraioli, interviene sul caos  della Riserva Naturale dopo l’elezione del nuovo direttivo.
«Pur avendo contestato la nomina del Commissario (saranno i Giudici a decidere nel merito le doglianze rappresentate), vedo nel blitz posto in essere dai Sindaci di Arce e Ceprano e il Presidente della Comunità Montana di Arce, un obbrobrio giuridico-amministrativo che denota una palese incapacità ad amministrare la cosa pubblica, o meglio, imporre soluzioni dettate da rancore personale che, da veri seguaci di Attila, dove passano non cresce erba.
L’auto convocazione di un consesso – dichiara nella nota l’ex presidente -  non è sancita dallo Statuto della Riserva e tanto meno dal Testo Unico.
L’art. 7 dello Statuto demanda, in caso di mancata convocazione dell’assemblea, i poteri al Presidente della Provincia o, su delega, all’Assessore provinciale all’Ambiente.
Per quanto non previsto dallo Statuto si rimanda al Testo Unico che, all’art. 39, quinto comma, attribuisce al Prefetto tali poteri di convocazione.
La procedura seguita, a parte l’esclusione di ben quattro enti dal consiglio di amministrazione e l’inclusione di due persone che non rappresentano il territorio della Riserva, non può produrre effetti anche perché errata poiché non rispettosa dell’art. 5 dello Statuto: il Presidente e il consiglio di amministrazione sono eletti tra i componenti dell’assemblea.
L’enfasi di Giovannone che il nuovo consiglio di amministrazione non percepirà alcuna indennità non è una concessione, giacché sancita da una legge in vigore sin dal giugno 2010 e sancita da un atto deliberativo sotto la mia Presidenza.
Chiedo ad Iannarilli e De Angelis – conclude la nota -,  di rispettare la legge che prevede lo scioglimento di tutti i consorzi entro il prossimo 31 dicembre e gestire, come da legge regionale n. 29/97, direttamente l’area protetta al fine di porre fine a queste diatribe rancorose che hanno del ridicolo a danno della Riserva».  

 

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