Cessazione Consorzio. Fraioli illustra per fare chiarezza – In esclusiva la lettera integrale del ragionier Antonio Fraioli

ARCE – L’ex presidente della Riserva Naturale di Isoletta, ragionier Antonio Fraioli, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al presidente della Provincia Antonello Iannarilli, al vice presidente Fabio De Angelis, ai Sindaci di Arce, Ceprano, Falvaterra e San Giovanni Incarico, e ai Presidente delle Comunità Montane della “Valle del Liri” e dei Monti Ausoni.
Ecco la versione integrale della missiva:
  «Mi rivolgo alle SS. LL. consapevole che l’Azienda Speciale Consortile, che ho diretto per quattro anni quale Presidente del Consiglio di Amministrazione, sin dalla sua istituzione ha risentito delle diatribe politiche che caratterizzano qualunque consorzio, composto da più enti con pluralità di indirizzi ideologici, il più delle volte contrastanti con la pratica della sana e trasparente azione amministrativa.
   Molto probabilmente anch’io sarò stato soggetto o oggetto di questo groviglio politico che continua a destabilizzare una “Azienda” che ad origine aveva nobili ragioni sulla tutela dell’ambiente.
   Come dicevo un’azienda gestita da più enti può portare alle diversificazioni di vedute che, ad ogni cambio di amministrazione (gli enti interessati non rinnovano i propri organismi amministrativi in un’unica tornata elettorale e, pertanto, si formano altalenanti maggioranze), ritengono di dover cambiare gli assetti della Riserva Naturale nonostante che gli stessi hanno durata quinquennale.
   Le motivazioni di questo spoil system possono essere ricercate nella verità o nella falsità: secondo come più fa comodo ai propri interessi di parte.
   A prescindere di queste mie personali considerazioni, vengo immediatamente ai motivi di questa mia lettera.
1. Nel dicembre 2010, dopo vari e infruttuosi solleciti al Commissario Bortone di convocare l’Assemblea per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda, alcuni Enti si sono autoconvocati per procedere all’elezione del Presidente e del CdA.
E’ chiaro che l’autoconvocazione non è stata altra che una “forzatura” al fine di fare rispettare lo stesso decreto del Presidente della Provincia che all’atto della nomina del Commissario aveva stabilito un termine per la convocazione dell’Assemblea.
Si rende incomprensibile l’atteggiamento del Bortone che a due giorni prima dell’udienza al Tar di Latina (settembre 2010) teneva l’Assemblea per procedere al rinnovo degli organi e poi si rifiutava a dicembre (tre mesi dopo) di prendere atto della richiesta da parte della maggioranza dei componenti l’Azienda a convocare la stessa Assemblea.
In questo anomalo atteggiamento, senza volermi sostituire ai valenti professionisti in materia, il Bortone potrebbe rispondere, se chiamato in causa, di abuso di potere, omissioni in atti di ufficio ed interesse privato (riscuote una indennità mensile che, tra l’altro, è stata eliminata dalla legge).
Nel frattempo, chi di dovere, dorme sonni tranquilli e non interviene per “sbloccare” la situazione.
La soluzione dell’impasse, però, è dettata dalla legge.
I consorzi sono stati soppressi e l’obbligo produce effetti in concomitanza con il primo rinnovo del Consiglio di Amministrazione successivo al 1° gennaio 2011.
Obbligo introdotto dalla Finanziaria 2010, articolo 2, comma 186, lettera e) della legge 191/2009, con successive modifiche decreto legge 2/2010.
Ebbene, l’ultimo Consiglio di Amministrazione, se inopinatamente non interveniva il commissariamento, scadeva il 20 gennaio 2011.
Il rinnovo del CdA, quindi, veniva e viene a cadere dopo la fatidica data del 1° gennaio 2011 e, pertanto, in virtù della soppressione dei Consorzi, non si potrà più procedere all’elezione di nuovi organi.
A questo punto gli Enti interessati potranno solamente nominare un commissario liquidatore dell’Azienda Speciale Consortile e studiare altre forme aggregative di gestione della Riserva Naturale.
2. Non appena è stato pubblicato il DL 78/2010, il Consiglio di Amministrazione che presiedevo prendeva atto delle mie comunicazioni che nessuna indennità poteva essere elargita dal 1° giugno 2010 per gli effetti dell’art. 6, comma 2, del citato decreto.
A tal proposito è intervenuta anche la sezione di controllo per la Lombardia della Corte dei conti, deliberazione 1065/2010 che stabilisce dal 31 maggio 2010 l’impossibilità di attribuire alcun compenso agli amministratori delle istituzioni, organismi strumentali che dipendono finanziariamente in larga misura, se non totalmente, dall’ente locale di riferimento.
In virtù di tale assunto, anche gli organi collegiali delle aziende speciali beneficiarie di contributi pubblici, rientrano in detta fattispecie.
3. In merito all’organico dell’Azienda ed alla figura del Direttore, repetita iuvant, l’art. 2, comma 186 (legge finanziaria 2010), tra le misure di contenimento della spesa pubblica, prevede, alla lett. d), la soppressione del direttore generale, tranne che nei comuni con popolazione superiore ai 100 mila abitanti”.
A differenza delle Riserve Naturali e Parchi regionali, la Riserva Naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico – Isoletta di Arce, essendo di  interesse provinciale, è gestita da una Azienda Speciale Consortile che sin dal 2003 doveva trasformarsi in Società di Capitali.
Allo stato attuale nessun Direttore può essere nominato giacché all’Azienda si applicano le norme della T.U. 267/2000 con l’integrazione di quanto inserito e modificato dalla legge finanziaria 2010.
Non credo che possa essere nominato un coordinatore degli uffici, figura che sembra non prevista dalla pianta organica della Regione di cui i dipendenti dell’Azienda fanno parte.
Non vedo la necessità della nomina di un Direttore o di un Coordinatore, vista la mia recente esperienza, per più motivi:
a) Il Commissario ha nominato una persona esterna quale responsabile per gli Affari Generali;
b) Ogni Ufficio è retto da un Responsabile dipendente della Regione;
c) Dovendosi procedere alla soppressione dell’Azienda, si manifesta chiaramente l’inopportunità della nomina di un Direttore o Coordinatore, con indennità varie di funzioni che potrebbero palesarsi dinanzi alla Corte dei Conti quale danno erariale.
4. Cassa dell’Azienda???
Mi risulta che alcuni finanziamenti di opere ultimate sono stati dichiarati perenti. Di chi la responsabilità? Chi pagherà i professionisti e le ditte che hanno realizzate queste opere? 
Poiché la contabilità da civilistica è passata a pubblica, sono stati spesi i vari finanziamenti finalizzati ad opere oppure sono stati “stornati”? Ci sono agli atti i deliberati di questi eventuali “storni”. E se vi sono stati con quali fondi si intendono “rimpinguare detti capitoli?”.
E’ stato poi nominato il Revisore dei Conti?…..
   Ho ritenuto doveroso illustrare, anche se succintamente, le questioni riguardanti l’Azienda Speciale Consortile e i dipendenti regionali poiché credo nella chiarezza, almeno da parte mia, e nella verità che prossimamente sarà ristabilita dal Tar, nel giudizio di merito, e dalle Autorità giudiziarie e contabili che prontamente saranno dallo scrivente chiamate ad esprimersi.
   Resto a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
   Chiedo scusa per il disturbo.
   Distinti saluti».
Rag. Antonio Fraioli

 

 
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