Ci risiamo – Bernardo Di Folco, promotore del ripristino della Fiera dedicata al Santo, spiega perchè non può essere di nuovo spostata

ARCE – Ci risiamo, l’Amministrazione comunale oggi, riapre le ‘trattative’.
Avrà finalmente pace nella sua sede tradizionale la Fiera di Sant’Agostino?
Alcuni cenni storici. La Fiera di Sant’Agostino, fin dai tempi antichi, si è sempre svolta nei pressi della piazza S. Antonio e via Borgo Murata. In quel periodo la Fiera era divisa in quattro tronconi, in piazza S. Antonio, via Casilina, via Tramonti vecchia e via Tramonti nuova, fino quando, una passata amministrazione comunale, decise di costruire una nuova via (l’attuale via Monsignor Antonio Marciano, già via Borgo Murata), dove si potesse svolgere, allargare e unificare, la Fiera stessa. L’amministrazione, in accordo con i comitati festa, decise nel frattempo di spostarla provvisoriamente in località Valle (ma in effetti nei registri delle Fiere della Regione Lazio è sempre risultata in via Borgo Murata).
Veniamo ai tempi di oggi.
Nel 2003, il comitato festeggiamenti, presidente Bernardo Di Folco, di concerto con il sindaco, e il parroco, decisero di ripristinare la Fiera dove risiede attualmente, per la cronaca, nello stesso tempo fu trasferita quella di Sant’Eleuterio dal Centro Storico al Santuario, nell’occasione ci fu un referendum con raccolta di firme (sia tra i banchi dei commercianti, sia tra la popolazione arcese), fu un successo.
La “Fierozza” del 27, in località Valle iniziava il pomeriggio tardi  e finiva verso le 22. Adesso, invece, inizia già nella mattinata e dura fino a notte tarda. I banchi sono notevolmente aumentati, tant’è si può evincere dalle entrate comunali. Non parliamo poi della Fiera del 28, giorno di festa del Santo. La maggior parte dei visitatori, visitavano la Fiera in località Valle e non andavano a fare visita al Santo, o viceversa. Oggi, invece, il percorso da chiesa e fiera e viceversa, è una continua processione. Sono notevolmente aumentati i visitatori.
La sicurezza, c’è. Gli spazi per i banchi sono stati studiati, come si evince dai segni per terra (se i commercianti li rispettano), in modo che un’ambulanza e i mezzi di soccorso, possono circolare (esistono le foto delle prove effettuate), comunque i problemi che si sottolineano (salita e soccorso), sono esistenti anche nel mercato settimanale del venerdì.
Infine, penso che migliorare si può, ma, non si può togliere una tradizione secolare per Sant’Agostino e gli abitanti della contrada che lo venerano. La festa e la fiera di Sant’Agostino, come pure per gli altri santi, si svolge sempre vicino la dimora del Santo, non si può svolgere a qualche chilometro di distanza, altrimenti che senso avrebbe?

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