Colantonio: Arce esca fuori da un consorzio degenerato – Dopo il rinnovo del Cda dell’Aipes la parola dei rappresentanti dei comuni ‘messi all’angolo’

 

ARCE – «Fuori dall’Aipes, consorzio degenerato».
L’assessore Vincenzo Colantonio torna ad esternare il proprio pensiero sugli enti e aziende intermedie.
«L’estromissione dal Cda – ha scritto in un comunicato – non è la motivazione principale di questa valutazione. Penso che, nel momento in cui un cittadino venga chiamato a svolgere questo ruolo, debba disfarsi del campanilismo; vale per un amministratore comunale, provinciale o regionale, e deve valere anche per un membro del cda di un’azienda pubblica. Voglio sperare – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente – che non siano stati nominati per fare gli interessi esclusivi della loro città ma per capacità e meriti. Mi rendo conto che spesso non è così, ma un giudizio a priori è ingiusto. Le motivazioni che mi spingono a questa valutazione sono altre e riguardano, in generale, la gestione dei servizi. E’ ovvio che la gestione in consorzio delle attività, dovrebbe essere più facile ed economicamente più vantaggiosa, per cui teoricamente sono favorevole a questo modello, ma quanto vengono meno i principi, significa che c’è stata una degenerazione e che la pratica va interrotta immediatamente. L’Aipes nasce per gestire i servizi assistenziali in un territorio abbastanza vasto e per fare questo si dota di tutti gli strumenti necessari: strutture, figure professionali, ecc. Il problema nasce quando l’ultimo elemento, ma fondamentale, che è quello dell’assistente domiciliare, non è una delle figure dell’Aipes ma il dipendente di una cooperativa che partecipa e vince una gara d’appalto. Allora mi chiedo: l’Aipes deve mettere in piedi una struttura rilevante solo per bandire una gara d’appalto? La gara di appalto per la gestione del servizio domiciliare sono in condizione di farla tutti, e senza grandi oneri, in più ulteriori passaggi assottigliano le risorse a disposizione per cui a fronte dei 17 euro l’ora stanziati dalla regione si passa ai 6-7 euro di remunerazioni per le assistenti domiciliari. A fronte di oltre un milione e mezzo di euro che gestisce l’Aipes, vengono spesi per l’assistenza circa un milione. Questo non va bene perché l’assistenza è un servizio importante per tante famiglie ma, come tutti gli altri, è anche un settore dove deve essere tutelato chi vi è impiegato. La dignità e i diritti dei lavoratori devono essere posti al primo posto con contratti adeguati alla funzione che svolgono e un ente pubblico deve fare in modo che mai si attivi quello squallido mercato delle vacche che avviene quando si riduce il finanziamento. Non si tocca null’altro – fa notare ancora Colantonio – né affitti, né indennità, ma vengono messe in discussione sempre e solo le ore di assistenza con il relativo compenso per le assistenti domiciliari. Sono mesi che cerco di avere i dati che attestano la situazione contrattuale delle operatrici attive nel comune di Arce, anche con richieste formali, e non ci sono ancora riuscito. Questa cosa – ha concluso – è urticante e, pur non avendo elementi per altre valutazioni, non è comunque un segnale di grande trasparenza».

 

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