Colantonio corregge il tiro sul sindaco: ha agito oltre le logiche di schieramento – Dopo il ‘no’ sulla mozione acqua pubblica

ARCE – Colantonio “assolve” il sindaco: «Con la sua scelta – scrive in una nota – ha dimostrato che una parte politica è superiore e certe logiche di schieramento».
L’assessore all’Ambiente del comune di Arce corregge il tiro e smorza i toni dopo il voto d’astensione del primo cittadino sulla mozione dell’acqua pubblica.
La posizione del sindaco Simonelli ha di fatto determinato la bocciatura del documento avanzato da Colantonio creando, al momento del voto, qualche polemica sui panni da ‘super partes’ indossati dal primo cittadino. A cinque giorni dal consiglio, però, l’assessore dell’Idv puntualizza la sua posizione.
«Non ritengo che l’astensione del sindaco sulla mozione per l’acqua pubblica – scrive Colantonio – abbia motivazioni dubbie. Anzi la rispetto e la ritengo in linea con una gestione super partes della cosa pubblica, anche in considerazione della natura civica della lista che lo sostiene. Non ho mai pensato di fare una crociata sulla mozione – ha spiegato – e non ho chiesto a nessuno, o quasi, di votarla perché ritengo che su certe questioni il voto debba essere frutto di un ragionamento personale. Se qualcuno lo ha fatto – e qui il riferimento velato al ruolo del presidente della massima assise civica, Gianfranco Germani – ha dimenticato le altre figure istituzionali che siedono in consiglio comunale che, seguendo questa logica, come il sindaco, non avrebbero dovuto fare un uso politico della loro funzione. Il Consiglio ha scelto di sostenere un modello privatistico di gestione del ciclo delle acque, in pratica va bene la gestione Acea o qualcosa di similare, mentre una parte consistente di esso, la metà ritiene che l’acqua debba essere un bene pubblico, non mercificabile e con cui nessuno può arricchirsi. Penso anche che il consiglio comunale non abbia interpretato il sentimento dei cittadini che manifestano spesso insofferenza verso una gestione del servizio idrico, alquanto lacunosa e che, si sia voluto dare un senso solo politico a una questione pratica. E’ comunque – conclude Colantonio – una questione che non ha nulla a che vedere con la gestione amministrativa del comune, per cui sbaglia chi la ritiene un banco di prova per la tenuta della maggioranza».

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