Colantonio e il goffo tentativo di difesa – L’ex assessore critico con la posizione di Simonelli sulla vicenda dei pasti caldi

«Tentare di difendere l’assessore significa non avere a cuore gli interessi dei cittadini». Non si è fatta attendere la reazione all’intervento del sindaco sulla vicenda dei pasti caldi. L’ex assessore Vincenzo Colantonio ha accusato duramente il primo cittadino di rappresentare «un potere di classe e di casta tra coloro “che possono” e coloro “che non possono”». «La scuola pubblica – ha spiegato Colantonio – è il primo baluardo alla discriminazione di ogni tipo: soprattutto sociale e razziale. E’ il luogo dove si creano le possibilità anche per chi appartiene a categorie sociali svantaggiate. La scuola pubblica non è il posto dove si consacrano le differenze ma quello dove si devono sfumare di più, è il posto dove anche i figli dei contadini possono diventare ingegneri o avvocati. Questa è la scuola pubblica che hanno voluto i padri della repubblica e che ogni amministratore dovrebbe salvaguardare. Far servire un pasto caldo a due o tre bambini, mentre gli altri mangiano il panino d’ordinanza, è l’affermazione di un concetto discriminatorio che prescinde dal valore nutritivo dei pasti. Il grembiule, ad esempio, si usa anche per questo, affinché si attenui l’istinto di ostentazione troppo presente nella società che rende, anche l’abbigliamento, elemento di divisione e di classe. E’ triste pensare che un assessore alla pubblica istruzione non abbia chiari questi concetti. Ed è ancora più triste assistere a chi, goffamente, tenta di difenderla».

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