Colantonio: la maggioranza scappa dal confronto – ‘Un’amministrazione forte avrebbe respinto la mozione e sarebbe andata avanti per la sua strada’

Colantonio preannuncia querele. «Non votare – ha detto l’ex di maggioranza – è stato un atto d’imperio». Non si attenua lo scontro politico in paese dopo l’ultimo consiglio comunale. Alle parole del sindaco che accusa la minoranza di volere confondere i cittadini, risponde Vincenzo Colantonio. «Nell’ultima seduta del consiglio – dice – sono emerse due questioni: una legale e una politica. Con un atto unilaterale, sollecitato dal sindaco, – spiega – i consiglieri sono stati privati delle loro prerogative in quanto non hanno potuto dare il loro apporto ala discussione e votare. E, cosa meno grave, non sono stati chiamati a votare il ritiro del punto. Hanno solo subito un atto d’imperio. La mozione presentata – ribadisce ancora Colantonio – non è “di sfiducia” ma “chiede le dimissioni”, per cui è un atto politico e, comunque, nessuna legge impedisce che una mozione di sfiducia ad un assessore possa essere votata e non esiste, come non può esistere, un regime sanzionatorio per tale atto. Ogni consigliere ha la facoltà di decidere autonomamente i propri atti, a prescindere dai pareri legali, a volte autorevoli, ma mai vincolanti. Chi aveva paura di votare la mozione poteva uscire dall’aula. Aspettiamo gli atti ufficiali del consiglio, poiché riteniamo che le leggi siano state violate da chi ne ha impedito il regolare svolgimento, faremo si che ne risponda in ogni sede. Il dato politico rimane comunque inequivocabile: la maggioranza scappa di fronte alla possibilità di un confronto politico e quando si scappa si sta riconoscendo la propria debolezza. E’ ovvio che si vuol dare una maldestra copertura mediatico-legale ad un progetto politico in disfacimento. Un’amministrazione forte – ha concluso Colantonio – avrebbe respinto la mozione e proseguito per la sua strada».

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