Colantonio: ora il sindaco riconosca le responsabilità – Sisto Colantonio consigliere di minoranza interviene sulla frana di via Lanna

ARCE – «Il sindaco riconosca le sue responsabilità sulla frana di via Lanna».
Così Sisto Colantonio, consigliere di minoranza ed ex vicesindaco, interviene sullo smottamento idrogeologico che sta interessando il centro storico del paese.
«Mi unisco al coro dei colleghi dell’opposizione – ha detto – in merito all’annunciata frana verificatasi nei giorni scorsi a ridosso dell’ex caserma dei Carabinieri, sottolineando che più volte si era fatto notare, sia agli operatori incaricati dal sindaco Simonelli, sia al primo cittadino stesso in sede di consiglio comunale, che la radicale pulizia con annessa estirpazione di alberi ed arbusti, sicuramente avrebbe provocato degli smottamenti durante il periodo invernale. Tali osservazioni furono del tutto ignorate tant’è che con l’arrivo delle prime piogge tutto il costone a ridosso della vecchia caserma dei carabinieri è franato rovinosamente portando a valle sia il muro di contenimento sia la strada sovrastante, determinando un grave pericolo per gli abitanti le cui abitazioni si trovano a ridosso dell’evento franoso. Si vuole sperare – ha aggiunto ancora Sisto Colantonio – che il sindaco Simonelli riconosca la sua totale responsabilità in merito all’accaduto e si attivi personalmente per la risoluzione del problema. Sarebbe, infatti, inopportuno e non rispondente alla realtà dei fatti appellarsi alla somma urgenza. Anzi, diffido tutta l’amministrazione a non mettere in atto pratiche presso la Regione Lazio mirate ad ottenere il finanziamento destinato ad eventi calamitosi, perché qui siamo di fronte all’imperizia ed alla scelleratezza di amministratori che in modo del tutto irresponsabile hanno operato sul territorio. Per quanto ci riguarda – ha concluso l’ex vicesindaco – si invitano gli uffici regionali a valutare le motivazioni che hanno determinato l’evento franoso, certamente non dovuto alle piogge battenti, ma ad un errore grossolano ed all’imperizia dell’attuale amministrazione».

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