Colantonio rimette la delega – No alle dimissioni

ARCE – «Sono disposto a qualsiasi soluzione, ma non mi dimetto per rispetto di chi mi ha votato al di là del partito e mi affido nelle mani del sindaco».
È questa, in sintesi, la posizione ufficiale dell’assessore Vincenzo Colantonio ai suoi ex compagni di partito del PdCI che, nei giorni scorsi, a seguito della sua adesione all’IdV, hanno chiesto le immediate dimissioni dagli incarichi di giunta.
Un brutto impasse dal quale l’amministrazione comunale difficilmente ne uscirà integra. E lo si capisce anche dal tenore delle dichiarazioni del portavoce del PdCI Giuliano Sera. «La risposta di Colantonio – ha detto – è fin troppo facile. E che cosa ne è del rispetto di chi lo ha votato nell’ambito del partito? Le opinioni, le idee, possono cambiare, ma quando – spiega Sera – si viene nominati assessore anche grazie all’impegno di un gruppo politico di cui si era segretario, promotore di iniziative, propositore di linee guida, “volto” di un gruppo di persone che fanno dell’etica e della morale un loro valore imprescindibile, bisogna saper dare segnali inequivocabili di coerenza. Questa coerenza chiediamo all’assessore Colantonio, del quale ovviamente rispettiamo la scelta di aderire all’IdV, ma non condividiamo la sua decisione di mantenere l’assessorato, una carica, politicamente parlando, non sua, ma frutto soprattutto del lavoro di persone che hanno creduto in lui e che lo hanno indicato per rappresentare le istanze dei Comunisti Italiani in consiglio comunale. Al sindaco – prosegue – al quale rinnoviamo la nostra fiducia, chiediamo che non venga meno a quell’accordo politico, anche se non formale, e che riconosca alla nostra sezione il contributo non certo marginale che i compagni hanno fornito per l’affermazione della sua lista, dando loro la giusta visibilità».
Intanto nell’amministrazione comunale si tengono le bocche cucite. La decisione del primo cittadino sarebbe già stata presa ed è quella di lasciare le cose come stanno, non riconoscendo di fatto l’accordo politico con il PdCI, ma soltanto quello con un gruppo di riferimento. La questione, quindi, sarebbe solo quella di non lasciare strascichi nei sostenitori del partito di sinistra, magari promettendo qualche incarico esterno per garantire un po’ di visibilità.
Nei prossimi gironi il direttivo dei Comunisti Italiani si riunirà nuovamente per l’indicazione del nuovo segretario e del nuovo un direttivo composto da sette persone.

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