Collaboratori a casa, Quaglieri attacca – Il consigliere chiede spiegazioni

ROCCA D’ARCE – Da Antonello Quaglieri, leader del gruppo di minoranza “Rocca d’Arce – Progetto Comune” riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.
«Apprendiamo che ai circa 20 collaboratori che prestano servizio presso il Comune di Roccadarce, è stato verbalmente interrotto il rapporto di lavoro. Come gruppo consiliare abbiamo il dovere di esprimere la massima solidarietà nei confronti di coloro che si trovano ora in una situazione non semplice. Ma abbiamo anche il dovere e il diritto di fare chiarezza su questa vicenda dove c’è qualcuno che vuole scaricare su altri le responsabilità di questo provvedimento. C’è difatti chi sostiene che gli amministratori durante la riunione convocata presso il comune si sarebebro giustificati scaricando tutte le colpe sulla minoranza consiliare, rea di aver presentato delle interrogazioni. Metodi che sanno di antico, i meriti sempre della maggioranza, le colpe nemmeno a dirlo alla minoranza, e di amministratori che dimostrano ancora una volta di non avere la capacità di essere chiari con i propri cittadini, e di assumersi il carico delle proprie scelte. Il nostro Gruppo Consiliare da sempre mette la propria faccia su tutte le argomentazioni che affronta, e proprio per tale ragione dobbiamo rivendicare il fatto che tutte le nostre azioni intraprese sono visionabili da tutti sul sito ufficiale www.roccadarce.fr, compresa l’iniziativa di chiedere chi fossero i collaboratori comunali (iniziativa che non giustifica assolutamente le conseguenze verificatesi). Non vogliamo credere che si possa rimproverare, a chi è amministratore del Comune di Roccadarce al pari dei colleghi di maggioranza, di voler conoscere cosa accade nell’Ente stesso. Pertanto è avvilente e mortificante della intelligenza altrui voler far credere che la revoca dei collaboratori nasca da una esigenza di trasparenza amministrativa, richiesta da sempre dai consiglieri di minoranza e non da problematiche finanziarie. Se fosse così allora dovremmo chiederci perché da una interrogazione sui nomi dei collaboratori e sulle relative modalità di reclutamento si sia arrivato alla cacciata in blocco. Siamo disponibili a un confronto con tutti, e peraltro invitiamo questi amministratori ad un dibattito nella sede opportuna ed ufficiale qual è il Consiglio Comunale in seduta pubblica, alla presenza di tutte le persone che sono state rimandate a casa con motivazioni che se fossero confermate riterremmo di assoluta falsità e denigranti nei nostri confronti».
 

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