Commissariata le Riserva – Un’operazione dal sapore squisitamente politico. Fraioli annuncia ricorso

ARCE – Commissariata la Riserva Naturale d’Isoletta.
Nella mattinata di ieri il presidente della Provincia Antonello Iannarilli, ha nominato il commissario dell’Azienda Consortile nella persona di Giorgio Bortone, consigliere comunale di San Giovanni Incarico. Un provvedimento che è arrivato a palazzo Rescigni, almeno apparentemente, a ciel sereno. O meglio, gli equilibri interni all’assemblea degli enti aderenti, dopo l’ultima consultazione elettorale del giugno scorso, sono risultati profondamente cambiati, determinando di conseguenza una nuova volontà politica e con essa un nuovo assetto da esprimere in seno al consiglio d’amministrazione dell’Azienda. In sostanza, il presidente Antonio Fraioli e la sua squadra non erano più politicamente graditi alla guida della Riserva. A conferma di ciò, infatti, nei primi giorni dello scorso agosto, i sindaci di Arce, San Giovanni Incarico, Ceprano e Falvaterra richiedevano ufficialmente la convocazione dell’assemblea ordinaria, così come previsto dallo statuto, con all’ordine del giorno la revoca del presidente e del consiglio d’amministrazione e di seguito le nuove nomine. Richiesta a cui Fraioli ha ritenuto di non dover dare seguito in quanto, secondo lo stesso, sarebbe stata carente delle motivazioni previste dalla legge.
Contemporaneamente a questi fatti, però, si sarebbero innescate tra i richiedenti l’assemblea una serie di divergenze su chi dovesse andare a ricoprire il ruolo di presidente. In particolare, il braccio di ferro si sarebbe instaurato tra il comune di Arce e quello di San Giovanni Incarico: il primo a sostegno di Giovanni Simonelli, persona molto vicina all’amministrazione arcese, mentre il governo sangiovannese, al fine di salvaguardare gli equilibri interni della sua maggioranza, sosteneva proprio il nome di Giorgio Bortone, oggi nominato commissario.
Viene da pensare, a questo punto, che tutta l’operazione sia stata squisitamente politica. Il sindaco e consigliere provinciale Antonio Salvati avrebbe giocato al meglio le sue carte, portando il presidente Iannarilli ad intervenire sull’empasse. I motivi opposti per “spodestare” Fraioli, che da quanto si sa avrebbe già annunciato ricorso al provvedimento, sono sostanzialmente sei. Il primo quello di non aver convocato l’assemblea, poi gli sarebbe stato obiettato di non aver provveduto alla nomina del revisore dei conti, di non aver approvato il bilancio di previsione, di non aver riscosso tutte le quote sociali, di non aver proceduto alla nomina di una consulta prevista dallo statuto e, infine, per la risultanza di alcuni debiti dell’Azienda. Motivazioni gravi, che adesso dovranno trovare riscontro nel lavoro del commissario, entro i quattro mesi assegnati nel suo mandato, ad elezioni regionali avvenute e sempre che sulla vicenda non intervengano prima i giudici del tribunale amministrativo.

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